8 Giugno 2021
07:49

Usavano un’app per pianificare crimini, senza sapere fosse dell’FBI: centinaia di arresti nel mondo

Centinaia di criminali sono stati arrestati in tutto il mondo in una massiccia operazione della polizia condotta in diversi paesi europei oltre che in Australia e Nuova Zelanda: sgominate bande di bikers e cartelli della droga grazie all’infiltrazione della polizia in un’app utilizzata per scambiare messaggi in codice tra criminali. L’operazione, denominata Ironside, è considerata “la più sofisticata al mondo contro la criminalità organizzata che sia stata condotta fino a oggi dalla polizia”
A cura di Chiara Ammendola

Sono centinaia le persone le persone arrestate in almeno 18 paesi del mondo nell'ambito dell'operazione Ironside portata avanti dalla polizia federale australiana. Si tratta di criminali appartenenti a cartelli della droga o band di bikers che sono stati individuati grazie a un'app installata nei propri cellulari e ricollegata direttamente all'Fbi, grazie alla quale gli agenti federali hanno potuto intercettare migliaia di messaggi riguardo intenti criminali.

Ironside, questo il suo nome è una delle più grandi operazioni della polizia contro la criminalità organizzata, seguita in diversi paesi di Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, e descritta dagli agenti come "la più sofisticata al mondo contro la criminalità organizzata che sia stata condotta fino a oggi dalla polizia". Questa massiccia intercettazione di messaggi è stata resa possibile da un'applicazione chiamata "ANoM", che i criminali di tutto il mondo usavano per comunicare in modo criptato ma che in realtà era controllata dall'Fbi, a loro insaputa. Nei messaggi che si scambiavano progetti riguardo omicidi e traffico di droga e armi, così come spiegato dalla polizia australiana che ha arrestato 224 persone. Mentre sono altre "centinaia le persone che sono state arrestate" fuori dall'Australia.

Come funzionava l'app e come è arrivata ai criminali

L'applicazione ANoM era stata installata sui particolari telefoni al cui interno non vi era nient'altro: si tratta di dispositivi venduti al mercato nero che non avevano altra funzionalità se non quella di comunicare proprio attraverso quest'app. I telefoni sono stati immessi sul "mercato" proprio dalla polizia in quella che si è strutturata come una vera e propria trappola. Un telefono di questo tipo può comunicare solo con un altro telefono contenente l'applicazione. "I dispositivi sono circolati e la loro popolarità è cresciuta tra i criminali – ha spiegato la polizia australiana – che avevano fiducia nella legittimità dell'applicazione perché le principali figure della criminalità organizzata ne garantivano l'integrità". "Fondamentalmente, si sono ammanettati l'un l'altro abbracciando – il capo della polizia australiana Reece Kershaw nella dichiarazione – e fidandosi di ANoM e comunicando apertamente con esso, non sapendo che li stavamo ascoltando tutto il tempo", ha aggiunto. L'operazione è stata denominata in codice ‘Ironside' in Australia e ‘Trojan Shield' in tutto il mondo.

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