La speaker della Camera statunitense Nancy Pelosi si appresta ad annunciare un'indagine per un possibile impeachment di Donald Trump su richiesta del Partito Democratico. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l'annuncio ufficiale è atteso alle 17.00 ora locale. "Il presidente sta facendo dell'illegalità una caratteristica del nostro paese", ha detto Pelosi durante un discorso tenuto oggi pomeriggio. “Gli Stati Uniti non chiedono ai governi stranieri di aiutarli nelle elezioni". Pelosi ha quindi affermato di essere pronta per la procedura di impeachment che, se andrà a buon fine, farà decadere Donald Trump. Ci sono solo due precedenti di impeachment negli USA contro i presidenti Andrew Johnson e Bill Clinton. Nessuno dei due fu rimosso dalla Casa Bianca. Il presidente Richard M. Nixon si dimise nel 1974 anziché affrontare un voto alla Camera sull'impeachment.

Il "Kievgate" alla base della procedura di impeachment

Joe Biden
in foto: Joe Biden

La procedura di "messa in stato d'accusa" riguarda in particolare lo "scandalo Ucraina": Trump avrebbe infatti chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di indagare su Joe Biden, ex vicepresidente sotto l’amministrazione Obama e candidato per la leadership democratica alle elezioni presidenziali del prossimo anno. Il capo della Casa Bianca, in particolare, il 25 luglio scorso avrebbe telefonato al nuovo presidente ucraino minacciando la sospensione di aiuti militari americani a Kiev, per un valore di 391 milioni di dollari e già approvati dal Congresso Usa, se Zelenskiy non avesse ordinato un’inchiesta per incastrare Joe Biden e il figlio Hunter.

Trump ha risposto all’indiscrezione facendo sapere di aver “autorizzato la diffusione domani della completa, completamente declassificata e senza omissis trascrizione della telefonata con il presidente ucraino Zelensky” e dichiarando che in questo modo “si vedrà che è stata una telefonata molto appropriata ed amichevole”. Non c'è stata – secondo la tesi di Trump – “nessuna pressione”, aggiungendo poi che il Kievgate non è “altro che la continuazione della più grande e più distruttiva caccia alle streghe di tutti i tempi”.

Nancy Pelosi, "presidente" della Camera che in questi mesi si è sempre opposta a una possibile richiesta di impeachment per il caso Russiagate, ha confermato che nel corso della giornata farà un annuncio. L'inizio dell'iter per la messa in stato d’accusa di Donald Trump potrebbe scattare già dopodomani, secondo alcuni media statunitensi. Il 26 settembre è infatti in calendario un’audizione alla Camera di un funzionario dei servizi di informazione e sicurezza di Trump, ma soprattutto sarà l'ultimo giorno utile per la consegna al Congresso dei documenti relativi al caso Ucraina. L’ipotesi di impeachment ha aperto il dibattito non solo all’interno del Partito Democratico, ma anche in quello Repubblicano. Si sono infatti uniti al coro di voci democratiche, che vedono nell’impeachment “l’unica soluzione”, anche Bill Weld, candidato alle presidenziali, che accusa Trump di “tradimento“ e Joe Walsh, altro candidato repubblicano alla Casa Bianca.