USA, due giovani accecati dagli agenti durante le proteste anti-ICE: “L’occhio mi è esploso nella testa”

Avevano poco più di vent’anni e stavano partecipando a una manifestazione contro l’Immigration and Customs Enforcement (ICE). Ne sono usciti ciechi. Due giovani manifestanti sono rimasti gravemente feriti durante una protesta anti-ICE la scorsa settimana a Santa Ana, in California, colpiti al volto da munizioni definite “non letali” esplose da agenti federali a distanza ravvicinata.
Il primo caso è quello di Kaden Rummler, 21 anni. Un video, diventato virale sui social, lo mostra mentre si avvicina agli agenti con un megafono, pochi istanti dopo che un altro manifestante era stato afferrato e trascinato su per le scale di un edificio federale. A quel punto, un agente della sicurezza interna spara: il proiettile lo colpisce in pieno viso. Rummler crolla a terra. Subito dopo, viene trascinato sull’asfalto e portato all’interno dell’edificio.
Le conseguenze sono devastanti. I medici hanno trovato frammenti di plastica e vetro conficcati nel cranio e un pezzo di metallo a pochi millimetri dalla carotide. L’occhio sinistro è irrimediabilmente danneggiato. "Mi hanno detto che è stato un miracolo che sia sopravvissuto", ha raccontato. "Non posso nemmeno starnutire o tossire: è troppo rischioso". Dall’orbita, i chirurghi hanno estratto un frammento di plastica grande quanto una moneta.
Quasi in contemporanea, un altro manifestante, Britain Rodriguez, 31 anni, viene colpito allo stesso modo. Anche lui racconta di uno sparo al volto da distanza ravvicinata. "È stato come se l’occhio mi fosse esploso nella testa", ha detto. Anche per lui l’esito è la perdita della vista.
L’episodio si inserisce in un clima di forte tensione nazionale, dopo l’uccisione di Renee Good a Minneapolis da parte di un agente dell’ICE, che ha innescato proteste in numerose città degli Stati Uniti. A Santa Ana, circa 150 persone si erano riunite per una veglia e una processione in sua memoria. Secondo le autorità locali, la manifestazione era pacifica e vi partecipavano anche famiglie con bambini.
Eppure, l’intervento federale è stato durissimo. Le stesse linee guida del Dipartimento per la Sicurezza Interna classificano i colpi diretti a testa e collo con armi a impatto come uso di “forza letale”, una definizione che rende ancora più controversa la dinamica degli spari.
Dal Dipartimento non sono arrivate spiegazioni ufficiali sugli episodi specifici. Una portavoce ha descritto i manifestanti come una “folla violenta”, sostenendo che sarebbero stati lanciati oggetti contro gli agenti. Versione smentita sia dalla polizia locale sia dalle riprese disponibili, che mostrano al massimo il lancio di coni stradali e, nel caso di Rummler, nessuna aggressione visibile.