Tre anni fa era stata al centro di una controversia con la polizia dopo essere stata ammanettata da alcuni agenti: Honestie Hodges all’epoca aveva 11 anni, oggi è morta a causa del Covid 19. La 14enne dello Stato Usa del Michigan era risultata positiva al coronavirus il 9 novembre ed era stata portata d'urgenza all'ospedale pediatrico Helen DeVos quello stesso giorno, secondo una pagina di raccolta fondi online creata dalla nonna della giovane vittima, Alisa Niemeyer. “È con il cuore estremamente pesante che devo dirvi che la mia bella, sfacciata, intelligente e amorevole nipote è andata via per stare con Gesù” ha scritto la donna.

Quel 9 novembre – giorno del suo compleanno – Honestie aveva lamentato forti dolori allo stomaco. Dopo il ricovero, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. Nei giorni successivi ha ricevuto trasfusioni di ferro e sangue a causa delle complicazioni; il 14 novembre è stata intubata ma le sue condizioni non sono mai migliorate. “Un giorno avrebbe potuto essere vicepresidente, o forse presidente”, ha detto la signora Niemeyer. “Il mondo era aperto a lei”.

Come detto la giovane, era diventata famosa negli Usa dopo essere stata inquadrata mentre veniva ammanettata durante un'operazione di polizia. Quella brutta esperienza le aveva fatto maturare l’intenzione di impegnarsi in prima persona per migliorare la vita dei giovani afroamericani, spingendola a scriversi al NAACP Youth Council, ramo giovanile della National Association for the Advancement of Colored People (Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore). Honestie era stata arrestata semplicemente perché camminava in strada durante un'operazione di polizia, probabilmente per il colore della pelle. Il fatto sconvolse gli States, soprattutto alla luce del fatto che nessuno degli agenti coinvolti fu punito per quanto accaduto.