Uccide la compagna a Malaga, Marco Romeo è “colpevole”: indagato anche per il femminicidio di un’altra ex

Il Tribunale di Malaga ha giudicato colpevole l'italiano Marco Romeo, 48 anni, per aver ucciso la sua ex compagna Paula: a maggio 2023 l'ha accoltellata mortalmente nella sua abitazione a Torremolinos, in Andalusia. L'ha colpita 16 volte e ha agito con la premeditazione. Il movente è da ricondurlo al fatto che la vittima voleva porre fine alla loro relazione, da allora lui ha agito con maltrattamenti fisici e psicologici abituali. Per la giuria popolare non ci sono dubbi, è colpevole.
In Tribunale l'imputato, originario di Nettuno, ha confessato un violento litigio con la vittima e che la donna è morta a seguito di una colluttazione. Ha detto inoltre che era lei ad avere in mano il coltello. La sua versione però non è stata confermata dai periti forensi che escludono che le ferite siano state autoinferte dalla donna.
Non solo, stando a quanto dichiarato nella sentenza Marco Romeo aveva pianificato tutto: la sera precedente si sarebbe informato con alcuni tassisti sul luogo in cui si trovava la donna. L'avrebbe attesa nel suo appartamento e quando la vittima è rientrata verso l'alba l'ha colpita. Davanti alla giuria non è mai stato visto pentito o con qualsiasi senso di colpa tanto che i medici legali lo hanno definito "freddo, impulsivo, a tratti aggressivo, privo di empatia".
La procura e la parte civile, rappresentata dai fratelli della vittima, hanno chiesto la condanna massima a 28 anni di carcere oltre a 700.000 euro di risarcimento ai familiari. La pena verrà rivelata nei prossimi giorni.
Ma le vicende giudiziarie non finiscono qui per l'imputato. Sarebbe in attesa anche di un possibile giudizio legato a un altro presunto omicidio della sua precedente compagna, Sibora Gagani. In questo caso si tratterebbero di fatti avvenuto in Spagna nel 2014: il cadavere è stato ritrovato murato nell'abitazione di Torremolinos nel corso dell'inchiesta sull'omicidio di Paula. Per questo caso la Procura ha chiesto una condanna a 22 anni di carcere.