Turista svizzera stuprata in India: “No alla pena di morte per gli aggressori”

Era lo scorso 16 marzo quando due turisti svizzeri in vacanza in India sono stati vittime di una violenza. Lei, 39 anni, è stata stuprata a turno da un gruppo di uomini che hanno picchiato e immobilizzato suo marito. La coppia si trovava vicino a un villaggio del Madhya Pradesh, nell’India centrale, i due si erano accampati con la tenda per trascorrere la notte e riprendere, il giorno successivo, il loro viaggio in bicicletta. Anche grazie alle testimonianze della donna e di suo marito la polizia ha ben presto arrestato sei uomini appartenenti a una comunità tribale della zona e sospettati dell’aggressione e della rapina ai due turisti svizzeri. Aggressori per i quali sarebbe la stessa vittima a chiedere che sia evitata la condanna a morte. La turista violentata, secondo quanto riferisce un comunicato dell’ambasciata della Svizzera a New Delhi, avrebbe chiesto che i suoi stupratori “non siano condannati alla pena capitale”.
Prove schiaccianti contro gli accusati – Lei e suo marito, dopo aver collaborato con la polizia nelle indagini, hanno lasciato l’India e in una lettera avrebbero espresso il loro desiderio per un processo veloce affinché sia fatta giustizia. Tuttavia, si legge, agli accusati non dovrebbe essere inflitta la pena di morte. La coppia svizzera si è inoltre messa a disposizione delle autorità indiane per comparire attraverso videoconferenza durante il processo. I sei uomini fermati all’indomani della violenza sono stati incriminati per stupro di gruppo e rapina. La polizia ha presentato i capi di imputazione in un fascicolo in cui sono state allegate anche le perizie mediche e altre prove considerate schiaccianti dagli inquirenti.