video suggerito
video suggerito

Turchia: 7 feriti in un esplosione a Istanbul. Si vaglia la pista della responsabilità curda

Nell’ultimo mese, un violentissimo attentato alla scorta di esponenti del partito del premier Recep Tayyip Erdogan è stato rivendicato dai separatisti curdi.
A cura di Biagio Chiariello
84 CONDIVISIONI
attentato-istanbul

Una bomba è esplosa alla fermata di una autobus ieri a Istanbul, in Turchia, alle 9 circa. Il presunto attentato sarebbe avvenuto a Etiler, nel quartiere residenziale della città vicino a un centro commerciale e una caserma di polizia. Le riprese televisive hanno mostrato alcuni medici che trasportavano una donna con un collare su una barella verso un ospedale. Il governatore Huseyin Avni Mutlu ha riferito che sette persone sono rimaste ferite, nessuna delle quali in modo grave. Secondo la televisione NTV tra i feriti ci sarebbe anche ufficiale di polizia. L'emittente Cnn-Turk riferisce che l'esplosione è avvenuta nello stesso momento in cui sulla strada transitava una autobus, mandandone in frantumi i finestrini e ferendo i passeggeri nella parte posteriore del veicolo. Non vi sarebbero danni ulteriori, dal momento che la potenza della bomba era relativamente ridotta, anche perché piazzata al di sotto di un ponte che ha limitato gli effetti della deflagrazione.

Nel timore di un secondo attentato, tuttavia, la polizia ha isolato l'area con nastro giallo e convocato esperti artificieri. Gli investigatori stanno già cercando indizi. Al momento non vi è alcuna rivendicazione di responsabilità.

La Turchia è in piena campagna elettorale per le parlamentari del 12 giugno. Nell’ultimo mese, un violentissimo assalto alla scorta di esponenti del partito del premier Recep Tayyip Erdogan è stato rivendicato dai separatisti curdi. Questi ultimi lottano per l'autonomia nel sudest del paese e hanno condotto numerosi attentati nel recente passato. Il loro leader, Abdullah Öcalan, incarcerato ha minacciato nuove violenze se le richieste di negoziati non saranno soddisfatte dopo le elezioni: "O dopo il 15 giugno inizieranno negoziati significativi o inizierà una grande guerra, arriverà il giorno del giudizio". Le autorità di Ankara si rifiutano tuttavia di trattare con i ribelli, considerati terroristi dagli Stati Uniti e dall'UE.

84 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views