22 Settembre 2011
15:49

Troy Davis è stato giustiziato: respinta anche l’ultima richiesta di sospensione

Troy Davis è stato giustiziato stamani. Gli è stato rifiutato il test della macchina della verità e la richiesta di sospensione della condanna. Diventa il simbolo della lotta contro la pena di morte, argomento che ancora una volta attira l’attenzione internazionale.
A cura di Simona Linardi
troy davis

Da sempre Troy Davis, afroamericano di 42 anni, si era dichiarato innocente per l'omicidio dell'agente di polizia Mark MacPhail, avvenuto nel 1989 a Savannah, Georgia. Il poliziotto era intervenuto in una lite tra Davis e un senzatetto nel parcheggio di un Burger King e, nel tentativo di aiutare il barbone che era stato aggredito ingiustamente, Mark MacPhail è stato colpito da uno sparo. Secondo l'accusa, Troy Davis gli avrebbe puntato una pistola e poi premuto il grilletto con un sorriso compiaciuto sulle labbra.

Un milione di firme raccolte da Amnesty International non sono servite a salvargli la vita, ci sono voluti solo 15 minuti ad ucciderlo. L'iniezione letale, a cui ha assistito il figlio di Mark MacPhail, gli è stata fatta stamani alle 5:08 (ora italiana) nel carcere di Jackson, Georgia; alle 23.08 (ora americana) è stata dichiarato morto. L'esecuzione di Troy Davis era stata fissata per le ore 19:00 (l'una di stanotte in Italia), ma è stata rinviata di circa 4 ore negli ultimi tentativi per salvarlo. 

“Per chi sta per prendersi la mia vita, possa Dio avere misericordia delle vostre anime, possa benedire le vostre anime.”
Davis Troy

I movimenti a favore di Davis erano giustificati dal fatto che mai l'arma del delitto è stata ritrovata. Inoltre i testimoni chiamati a deporre avevano più volte ritrattato o cambiato versione, o addirittura avevano testimoniato solo spinti dalla pressione della polizia. È così che Davis è rimasto 20 anni nel braccio della morte.

Il 24 agosto il giudice deliberò che Davis non era riuscito a dimostrare chiaramente la sua innocenza. Infine né l'appello di papa Benedetto XVI né quello di Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti, sono serviti. Le abbondanti 4 ore di ritardo avevano dato uno spiraglio di speranza a Troy Davis e alla folla di circa 700 persone che si era radunata sotto il carcere di Jackon. I legali di Troy Davis avevano presentato richiesta di sospensione alla Corte suprema, ma nulla è servito.

condanna a davis troy

La Corte ha respinto senza indugi la richiesta e ha dato la conferma dell'esecuzione. Si sperava anche in un intervento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per cui decine di persone si erano radunate a Washington davanti alla Casa Bianca. Troy Davis aveva espresso il desiderio di sottoporsi al test con il poligrafo, la macchina della verità, per dimostrare la sua innocenza, ma il dipartimento carcerario della Georgia ha bocciato anche la sua ultima  richiesta. Le corti dello Stato e quelle federali avevano sempre confermato la condanna e anche i familiari di Mark MacPhail avevano sempre sostenuto che Troy Davis fosse l'assassino.

La morte di Troy Davis ha lasciato disperazione in tutti gli attivisti di questa storia. La folla subito dopo la conferma della condanna ha iniziato ad abbracciarsi, a piangere e ad accendere candele. Anche i familiari del detenuto erano presenti davanti al penitenziario di Jackson, sperando in una revoca. Poi il dolore ha soppiantato la loro speranza, dopo 20 anni di attesa.

Gli ultimi momenti di Davis sono testimoniati dai suoi legali: uno degli avvocati, Thomas Ruffin, ha raccontato a Democracy Now: 

È stato molto coraggioso. Questa continua tragedia va fermata. Dobbiamo chiedere l’abolizione della pena di morte.

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