Trovata morta la 18enne scomparsa Karol Toledo Gómez: è la seconda studentessa messicana uccisa in pochi giorni

Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Karol Toledo Gómez, ragazza messicana di 18 anni scomparsa il 2 marzo. La Procura dello stato di Morelos ha confermato che il corpo rinvenuto nel comune di Coatetelco appartiene alla studentessa dell'Università autonoma locale.
Le autorità, dopo i primi accertamenti forensi, hanno confermato che la salma è di Karol e che si impegnano a "esaurire tutte le linee di indagine per fare piena luce sul delitto". Alcune fonti riferiscono che sul cadavere sono state trovate ferite d'arma da fuoco.
La 18enne era stata vista l'ultima volta a pochi metri dall'ingresso principale del campus, aveva appena dato un esame. Poi non si era saputo più nulla e di lei si era persa ogni traccia.
I suoi genitori si erano recati immediatamente alla Procura Generale di Morelos per sporgere denuncia di scomparsa e le operazioni di ricerca erano subito scattate in tutto lo Stato.
Prima del tragico epilogo, la madre della giovane, Alondra Gómez, aveva lanciato un disperato appello: "Voglio solo riavere mia figlia, la voglio viva".
Anche la rettrice dell'ateneo dove studiava la ragazza, Viridiana Aidé León Hernández, aveva preteso dalla Procura indagini tempestive e azioni "immediate, efficaci e coordinate".
La direzione della facoltà dove studiava la ragazza ha diffuso una commossa nota di cordoglio: "Non ci sono parole che possano mitigare il vuoto che lascia la sua assenza".
La giovane donna frequentava il secondo semestre di università, sognava di diventare una professionista di successo e di aiutare la sua famiglia.
La notizia ha sconvolto i suoi compagni, già duramente provati dal recente omicidio di un'altra allieva, Kimberly Joselin, 18 anni, scomparsa lo scorso 20 febbraio e trovata morta otto giorni dopo. Per il delitto è stato fermato un compagno di università, anche lui 18enne.
Attualmente, gli studenti stanno occupando il campus di Chamilpa, la sede principale dell'università, e l'ufficio del rettore, per protestare contro i due casi di violenza, avvenuti a pochi giorni dall'8 marzo, data simbolica per la lotta per i diritti delle donne.
Per tutta la settimana, i casi di Karol e Kimberly sono stati al centro di marce e proteste da parte della comunità universitaria in varie parti dello stato, in particolare a Cuernavaca e Mazatepec.
I manifestanti denunciano la mancanza di sicurezza nei campus e le molteplici forme di violenza che le studentesse subiscono, sia da parte di altri studenti che da parte del personale e dei docenti.