L’Olanda è uno dei pochissimi Paesi in Europa ad aver adottato un “lockdown intelligente” in risposta all’epidemia da Coronavirus. L’obiettivo è stato quello di attenuare i costi sociali, economici e psicologici dell’isolamento sociale e rendere più gestibile il ritorno alla normalità. Ma il prezzo, a distanza di venti giorni dall’adozione delle prime misure, appare alto. I contagi infatti si stanno diffondendo rapidamente: attualmente si contano 1771 vittime, per una popolazione di circa 17,2 milioni. Con il numero di tamponi positivi salito a 17.851 (+1.224 rispetto a sabato 4 aprile), i Paesi Bassi si trovano ora ad affrontare anche un problema di capacità ospedaliera, con il picco della pandemia previsto in due settimane.

L'Olanda ha scelto l'immunità di gregge

Gli olandesi sono tra i pochi che almeno inizialmente hanno abbracciato con favore la controversa idea dell'immunità di gregge. Il 17 marzo il premier Mark Rutte dichiara che l’ipotesi di “bloccare completamente il Paese”, sebbene possa “sembrare un’opzione interessante”, implicherebbe una chiusura di almeno “un anno o anche di più, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe” e “anche se ciò fosse possibile nella pratica, il virus potrebbe semplicemente rialzare di nuovo la testa una volta che le misure fossero state revocate”. Così viene deciso di adottare “un modello di diffusione controllata” del virus, che consenta lo sviluppo dell’immunità di gregge senza portare al collasso il sistema sanitario. Un po' come avvenuto in Svezia (e come inizialmente voleva fare il Regno Unito). Viene dunque promosso il cosiddetto ‘social distancing’: solo le attività che prevedono uno stretto contatto (parrucchieri, estetiste e bordelli) sono costrette a fermarsi. Scuole, asili nido e università sono chiusi almeno fino al 28 aprile. Bar e ristoranti lavorano solo per il take-away. Gli altri negozi restano aperti, ma i clienti sono tenuti a mantenere tra loro una distanza di almeno un metro e mezzo, pena la chiusura dell’esercizio.

I numeri di contagi e vittime da Coronavirus

Stando all'aggiornamento quotidiano dell'agenzia di sanità pubblica RIVM, i numeri olandesi non sono positivi. La crescita sostenuta di oltre 800 nuovi casi e gli oltre cento morti al giorno stanno mettono gli ospedali olandesi sotto pressione al punto da chiedere posti letto al Belgio. E se il governo rassicura i cittadini che il lockdown intelligente sta funzionando e la curva si sta appiattendo, Jacco Wallinga, capo del Rivm e responsabile delle simulazioni matematiche che guidano l’azione del governo olandese nella lotta all’epidemia, ammette che “gli scenari più positivi della scorsa settimana non si stanno avvereranno”. Attualmente sono 1.220 le persone in terapia intensiva per coronavirus con un totale di 1.600 posti letto in tutto il Paese. “La curva dei contagi continua a salire e serviranno molto probabilmente 2.500 posti letto di terapia intensiva in più rispetto a quanto preventivato dal piano di emergenza del governo” aggiunge Wallinga.

Il prezzo del lockdown intelligente

La preoccupazione è che l'approccio olandese al Covid 19 possa basarsi più sull'aspirazione che sull'intelligenza reale e che il "lockdown intelligente" renda i Paesi Bassi tutt’altro che immuni. Per il dottor Remco van de Pas della Maastricht University “è un approccio freddo e calcolatore – ha detto alla BBC – che forse può funzionare solo in una società individualista abituata a una cultura medica non interventista, dalla culla alla tomba”.