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Covid 19
5 Aprile 2020
11:47

La Svezia non ha attuato il lockdown, ma ora contagi e morti crescono a dismisura

L’epidemia da Coronavirus nel Paese scandivano sta crescendo rapidamente (ieri, 4 aprile, il dato relativo ai decessi – 373 – è salito del 12% rispetto a venerdì), dove parchi e locali sono pieni. Il Governo continua ad affidarsi alla responsabilità individuale, ma il premier Stefan Lofven ammette: bisogna “prepararsi a migliaia di vittime”.
A cura di Biagio Chiariello
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Di fronte all’emergenza coronavirus in tutto il mondo, la Svezia ha deciso di andare controcorrente: bar, ristoranti e parchi sono rimasti aperti e gli svedesi sono liberi di uscire e frequentarli. Una scelta che già all’inizio ha fatto discutere e che ora, alla luce degli ultimi dati sui contagi, potrebbe essere rivista dal governo. L’epidemia sta crescendo più rapidamente che altrove in Scandinavia (oltre 6mila contagi e 373 morti, in crescita del 12% rispetto a venerdì) e Stoccolma, dopo una prolungata reticenza, sembra intenzionata a invertire la rotta e attuare il lockdown applicato prima in Italia e poi dalla maggior parte dei paesi europei. Secondo quanto riportato dai principali media locali, infatti, il governo avrebbe varato una proposta legislativa che consentirebbe l’attuazione di misure di emergenza per combattere la pandemia da Covid 19 anche senza l'approvazione del parlamento.

In Svezia potrebbero esserci migliaia di morti

In un'intervista al quotidiano Dagens Nyheter il premier Stefan Lofven ha già ribadito di non voler sovraccaricare il sistema sanitario, ma ha pure ammesso che bisogna "prepararsi a migliaia di vittime". Per il leader socialdemocratico la crisi andrà avanti mesi e quindi "è importante avere disciplina", ad esempio non visitare i parenti più anziani o lavarsi spesso le mani. Sinora, la Svezia ha evitato di attuare il lockdown, pur adottando alcune restrizioni agli spostamenti delle persone e alle attività commerciali sportive professionistiche, oltre al divieto di assembramento per riunione di oltre 50 persone. "Ognuno decide come procedere per il distanziamento sociale e per rafforzare il sistema sanitario. Noi lo facciamo in un modo diverso. Certe volte dipende anche dal fatto che siamo in una fase diversa" ha detto Lofven, difendendo la decisione di non applicare sinora misure più severe per limitare i contagi.

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