È di 50 morti il bilancio definitivo del violento terremoto di magnitudo 6.4 che lo scorso 26 novembre ha messo in ginocchio l'Albania. Lo ha annunciato il premier Edi Rama, sottolineando che i feriti al momento sono circa duemila e che, secondo i dati preliminari, circa 900 edifici a Durazzo e oltre 1.465 nella capitale Tirana hanno subito gravi danni. Il primo ministro ha quindi confermato che sono terminate le ricerche di eventuali superstiti o corpi senza vita tra le macerie, per le quali hanno dato una mano anche i vigili del fuoco italiani. Nello specifico, tra le vittime si contano 6 bambini e 22 donne, tra cui la mamma con i tre figli rinvenuti cadaveri mentre erano abbracciati su un letto sotto il tetto crollato della loro villetta a Durazzo, oltre alla fidanzata del figlio del premier, Kristi Reci, deceduta insieme alla sua famiglia.

Sono 26 le persone morte nel crollo di due palazzine nella sola Thumana, località a circa 20 chilometri a nord di Tirana, mentre altre 24 hanno perso la vita in varie zone di Durazzo, dove sono crollati due alberghi sulla spiaggia, due palazzi in città e una villetta di tre piani. Tra i feriti, invece, almeno 41 sono ancora ricoverati negli ospedali di Tirana e Durazzo. A preoccupare è soprattutto una giovane ragazza, che non può essere nemmeno trasferita all'estero, come invece è successo per altre tre persone, due delle quali sono state portate in Italia per ottenere cure specializzate. In gravi condizioni anche un ragazzo. L'Albania cerca così di ripartire e di avviare la ricostruzione dopo quello che è stato definito il più forte sisma della sua storia.