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Conflitto in Ucraina
3 Maggio 2022
18:38

Telefonata di due ore tra Macron e Putin, il Cremlino: “Noi aperti al dialogo ma Kiev non è pronta”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto una nuova conversazione telefonica con l’omologo russo Vladimir Putin. L’inquilino dell’Eliseo ha chiesto nuovamente il cessate il fuoco e l’impegno per il prosieguo delle evacuazioni dall’acciaieria Azovstal. Il Cremlino ha detto di essere aperto al dialogo ma che “Kiev non è pronta a veri negoziati”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Il presidente francese Emmanuel Macron e l'omologo russo Vladimir Putin non si sentivano dallo scorso 29 marzo. Un mese e un'elezione dopo, Macron è tornato ad avere colloqui telefonici con il capo del Cremlino. Questa volta la conversazione è durata oltre due ore, ma per il momento l'Eliseo non è riuscito a portare a casa molto altro se non la promessa di un'apertura al dialogo. Durante la telefonata, infatti, Putin ha detto di essere "ancora aperto a un dialogo con Kiev" ma poco dopo ha definito l'Ucraina "non ancora pronta per un negoziato che possa porre fine al conflitto".

Dall'altra parte Emmanuel Macron ha sottoposto all'attenzione del leader di Mosca anche la crescente crisi alimentare che sta investendo i Paesi più fragili. Secondo Putin, però, la crisi alimentare e la crescente insicurezza a livello globale sono peggiorate dalle sanzioni occidentali. Per Mosca, quindi, tutti gli effetti dell'invasione in Ucraina strettamente legati all'economia e alle disponibilità di cibo sono opera dell'Occidente. Il Cremlino è infatti convinto che l'Unione Europea "parteggi ciecamente" per l'Ucraina: durante la telefonata, Putin avrebbe detto a Macron che l'Europa dovrebbe e potrebbe fare in modo di porre fine "ai crimini dell'esercito ucraino sul suolo nazionale". "L'Unione ignora i crimini ucraini e i bombardamenti sui villaggi del Donbass" avrebbe detto.

Il presidente russo ha inoltre fatto riferimento ai rifornimenti di armi che l'Occidente ha destinato a Kiev. Per Putin, infatti, l'escalation militare è dovuta principalmente alla disponibilità di munizioni garantita dall'Europa e dagli Stati Uniti. A riprova delle intenzioni russe sui negoziati, Putin avrebbe messo sul tavolo l'apertura dei corridoi umanitari da Mariupol sostenendo che la Russia abbia avuto un ruolo importante nell'inizio dell'evacuazione dei civili da Azovstal, l'acciaieria dove è arroccata la resistenza ucraina. Secondo quanto riferito dall'Eliseo, Putin avrebbe fornito anche dettagli su quella che continua a definire "un'operazione militare speciale" nel Donbass.

Il presidente francese ha chiesto nuovamente un cessate il fuoco invocando "un'assunzione di responsabilità da membro permanente del Consiglio di sicurezza da parte della Russia". "Mosca deve mettere fine alla sua aggressione devastatrice nel rispetto della pace e dell'integrità dell'Ucraina" avrebbe detto. Macron si è impegnato a cercare di lavorare a condizioni per una soluzione negoziata che garantisca la pace, ma anche il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina. L'inquilino dell'Eliseo è inoltre tornato a esprimere la sua profonda preoccupazione per Mariupol, ormai nelle mani russe nonostante la resistenza ucraina. Nel corso della telefonata ha chiesto alla Russia l'impegno per la prosecuzione delle evacuazioni dalla struttura delle acciaierie Azovstal lasciando ai civili la scelta sulla loro destinazione.

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