Conflitto in Ucraina
9 Settembre 2022
16:50

Stop ai visti facili ai russi: sospeso l’accordo tra Ue e Mosca a partire dal 12 settembre

È stata pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale la decisione del Consiglio Ue di fermare i visti facili per i cittadini russi: “Mosca ha infranto la fiducia e calpestato i valori fondamentali della nostra comunità internazionale”.
A cura di Ida Artiaco
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Conflitto in Ucraina

È stata pubblicata oggi, venerdì 9 settembre, in Gazzetta ufficiale la decisione presa dal Consiglio Ue di fermare i visti facili ai cittadini russi.

Il provvedimento entrerà in vigore il giorno della sua adozione e si applicherà a partire dal 12 settembre 2022.

Il Consiglio Ue ha infatti adottato nei giorni  scorsi la decisione che sospende completamente l'accordo di facilitazione del visto tra l'Ue e la Russia, come conseguenza della guerra che Mosca sta portando avanti contro l'Ucraina.

Ciò comporterà un aumento della tassa per la domanda di visto da 35 a 80 euro, la necessità di presentare prove documentali aggiuntive, tempi di elaborazione dei visti stessi più lunghi e regole più restrittive per il rilascio di visti per ingressi multipli.

"Un accordo di facilitazione del visto consente un accesso privilegiato all'Ue per i cittadini di partner fidati con i quali condividiamo valori comuni. Con la sua guerra di aggressione non provocata e ingiustificata, tra cui i suoi attacchi indiscriminati contro i civili, la Russia ha infranto questa fiducia e calpestato i valori fondamentali della nostra comunità internazionale. La decisione odierna è una diretta conseguenza delle azioni della Russia e un'ulteriore prova del nostro incrollabile impegno nei confronti dell'Ucraina e del suo popolo", ha commentato il ministro dell'Interno ceco, Vit Rakusan.

Nei giorni scorsi la decisione era stata accolta positivamente dal presidente ucraino Zelensky.

"L'Unione Europea ha compiuto un passo significativo approvando la proposta di sospensione del regime semplificato dei visti attualmente in vigore tra Ue e Russia", ha detto il leader di Kiev, secondo il quale "l'Europa non è un luogo di baldoria per gli assassini e per coloro che li sostengono. È assolutamente inaccettabile che il territorio europeo possa essere utilizzato per il turismo o lo shopping da chi in Russia sostiene la scissione e la beffa dell'Europa, o addirittura lavora per questo".

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