Se credete che il doping sia presente solo negli sport di resistenza come maratona e ciclismo, o in quelli di squadra come calcio e rugby, e che le altre discipline siano solo sfiorate da questo fenomeno sbagliate di grosso: prova ne è il fatto che alcuni giorni fa è stato squalificato proprio per doping il norvegese Geir Helgemo. Per chi non lo conoscesse, si tratta del più importante giocatore di bridge del mondo, numero uno del ranking della World Bridge Federation. Lo sportivo è di origini norvegesi ma da una decina d’anni indossa la maglia della nazionale del Principato di Monaco.

Ma cosa ha combinato Geir Helgemo per meritarsi una squalifica per doping di un anno? Il giocatore ha assunto testosterone, ormone riscontrato in un controllo antidoping avvenuto durante le World Series che si sono svolte a settembre ad Orlando, in Florida.

Dal canto suo sia l'atleta che la sua federazione d'appartenenza hanno contestato la severissima sanzione, sottolineando come l'assunzione di testosterone non abbia effetti sulle prestazioni di un giocatore di bridge e spiegando come evidentemente Helgemo abbia assunto la sostanza per motivi che nulla a che fare hanno con lo sport. Essendo tuttavia il bridge una disciplina ammessa al Comitato Olimpico Internazionale, i suoi praticanti devono sottostare a una serie di regole internazionali, le stesse alle quali si attengono sport ben più faticosi. La Federazione del Principato ha annunciato che presenterà ricorso alla squalifica.

Helgemo fa parte di una "legione straniera" di giocatori di altissimo livello mondiale voluta dall’immobiliarista Pierre Zimmermann per Monaco (e da lui interamente sponsorizzata). Geir Helgemo ha vinto tutti i più importanti premi di bridge a livello internazionale ed è indiscutibilmente il numero uno al mondo della disciplina.