Siria, dove lo stupro diventa uno strumento di guerra

Come se non bastassero gli scontri a fuoco, le bombe, gli attentati durante i quali, secondo una recente stima delle Nazioni Unite dall'inizio del conflitto sono morte almeno 60000 persone (tra cui troppi bambini senza colpe), anche gli stupri diventano uno strumento di guerra in Siria. Stupri delle donne come delle bambine, violenze che spingono ancor più alla fuga i civili dal loro Paese. Secondo quanto fa sapere l’International Rescue Commitee (IRC), infatti, l’arma dello stupro è un fenomeno importante e preoccupante della guerra civile nel Paese di Bashar al Assad. In un rapporto pubblicato oggi l’Ong scrive che sono stati proprio i siriani a indicare nella violenza sessuale e nelle torture alcune delle ragioni principali della loro fuga dal Paese insieme alle loro famiglie. Parlano le donne che sono scappate in Libano e in Giordania, donne e bambine che hanno raccontato nel corso di 240 interviste di essere state violentate sia in casa, spesso davanti agli occhi della famiglia, che in pubblico.
Gli stupri di gruppo che talvolta si trasformano in omicidi – Gli autori delle violenze, in generale, sono uomini armati e spesso gli stupri sono collettivi. Gli aguzzini delle siriane non si limitano solo alla violenza sessuale: non mancano i racconti di casi di rapimenti, torture e omicidi stessi. Quelle donne che sopravvivono dopo le violenze spesso si chiudono nel silenzio a causa del timore di pregiudizi: non ne parlano a nessuno perché lo stupro può rappresentare disonore per loro stesse e per le loro famiglie e temono di venire uccise o punite dai loro familiari per salvaguardare quell’onore ormai macchiato dalla violenza sessuale. Nel rapporto si spiega che è impossibile fornire cifre ma, nello stesso modo, lo stupro viene ormai definito una strategia di guerra. L’Alto Commissariato Onu per i rifugiati ha indicato che il numero dei siriani giunti nei paesi vicini ha oltrepassato quota 600.000 negli ultimi giorni: nei campi profughi, ovviamente, la vita non è facile.
Bombe e bambini uccisi in un sobborgo di Damasco – Il cibo e l’acqua scarseggiano, mancano coperte ed elettricità e la stessa assistenza medica non è adeguata. E il maltempo peggiora ancor più la situazione, tanti campi profughi sono ormai allagati. E mentre tanti siriani continuano a fuggire dalle loro case quelli che restano sono costretti a violenze che continuano senza sosta: le ultime notizie che giungono dal Paese di Bashar al Assad fanno riferimento a una nuova strage di civili, per lo più bambini, morti nei bombardamenti delle forze del regime in un sobborgo di Damasco. Le vittime denunciate dai Comitati di coordinamento locale sono più di 30, almeno 7 i bambini. Secondo quanto hanno reso noto gli attivisti si è trattato di uno dei più pesanti bombardamenti degli ultimi due mesi.