Si è spezzata in due la petroliera giapponese che si era arenata alle Mauritius

La nave giapponese MV Wakashio, che si era incagliata lo scorso 25 luglio sulla costa delle Mauritius si è spezzata in due, riversando il petrolio in mare. L'incubo di un disastro ambientale è diventato realtà. La nave trasportava 4mila tonnellate di petrolio, e parte del carico di è già riversato in mare.
La popolazione sta cercando di limitare i danni intervenendo con mezzi di fortuna per evitare un'ulteriore fuoriuscita di greggio dall'imbarcazione, che rischia di distruggere la barriera corallina e minacciando di far scomparire il turismo, risorsa fondamentale del piccolo Stato dell'Oceano Indiano. Per il Paese si tratta di un disastro non solo ambientale, ma anche economico. La Nbc racconta che i cittadini hanno costruito delle barriere con tessuto, foglie di canna da zucchero e bottiglie di plastica vuote.
"È stato osservato un grande distacco della sezione anteriori dell'imbarcazione", ha annunciato in un comunicato il Comitato per le crisi nazionali delle Mauritius, dove la settimana scorsa è stata dichiarata l'emergenza ambientale. Già ieri, 15 agosto, la squadra dei soccorsi aveva avvertito che le condizioni della petroliera "stavano peggiorando" e che si sarebbe potuta spezzare "in qualsiasi momento".
Persone da tutto il Paese si sono recate sul luogo del disastro per contribuire alla costruzione delle barriere. Intorno alla petroliera si è creata una piccola comunità, con chioschi che vendono cibo, barbieri che tagliano capelli da porre sulle barriere per assorbire il petrolio e musicisti che si esibiscono gratuitamente la notte.
In centinaia hanno donato guanti, mascherine e altri dispositivi di protezione o li hanno indossati per pulire le mangrovie, con gli arti inferiori affondati nel greggio.
Sono migliaia le specie vegetali e animali a rischio nelle lagune, ha spiegato alla Nbc, Shaama Sandooyea, biologa marina: "Ho lavorato un'ora alla volta per non ammalarmi ma ho iniziato ad avvertire cefalee, tosse e nausea. Altri hanno speso ore respirando le componenti volatili del petrolio. Le autorità non ci hanno aiutato". I fumi tossici hanno costretto a chiudere di nuovo le scuole a due mesi dalla riapertura, dopo l'allentamento delle misure anti-coronavirus.
Il governo delle Mauritius ha spiegato che, sebbene la maggior parte del contenuto della petroliera sia stato aspirato, 90 tonnellate di carburante sono ancora nella nave.