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Seymour Hersh: “Ribelli siriani e Turchia dietro l’attacco con armi chimiche a Damasco”

Secondo il giornalista Premio Pulitzer l’attacco sarebbe stato orchestrato dal governo turco e dai ribelli siriani per innescare una reazione degli Stati Uniti.
A cura di Davide Falcioni
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Furono i ribelli siriani, con il sostegno della Turchia, a utilizzare armi chimiche, nell'attacco in un sobborgo di Damasco del 21 agosto 2013. E' quanto sostiene un'inchiesta condotta dal premio Pulitzer Seymour Hersh, giornalista statunitense tra i più importanti, uomo che ha rivelato i dettagli della strage di My Lai ad opera delle truppe USA nella Guarra in Vietnam, ma anche penna che ha descritto gli abusi di Abu Ghraib e i retroscena dell'invasione dell'Iraq. Ebbene, Hersh ha spiegato (l'inchiesta è stata pubblicata su Repubblica) che l'attacco con il gas sarin che ha provocato oltre mille morti nella capitale siriana sarebbe stato architettato dall'opposizione al regime di Assad, che a sua volta avrebbe trovato il sostegno del governo turco guidato da Recep Erdogan. L'obiettivo? Quello di sollecitare un intervento armato degli Stati Uniti che avrebbe ribaltato le sorti della guerra, sollevando il regime di Assad e spianando la strada ai ribelli.

Seymour Hersh spiega dunque che quell'attacco sarebbe stato una trappola. Gli Stati Uniti si sarebbero accorti solo all'ultimo momento di come stavano le cose, annullando l'ordine di attacco che sembrava ormai imminente. Una fonte riservata avrebbe rivelato al giornalista d'inchiesta che sarebbe stata l'intelligence britannica, in collaborazione con quella russa, a fornire le prove che le sostanze chimiche utilizzate non provenivano dagli arsenali del governo, bensì da quelli dell'opposizione.

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I primi a muovere i fili della trappola tuttavia non sarebbero stati neppure i ribelli, bensì i turchi, che avrebbero fornito loro a lungo supporto economico e rifornimenti di armi. Quando, alla fine del 2012, era ormai chiaro che le sorti della guerra sembravano segnate per gli oppositori siriani, il premier turco Recep Tayyip Erdoğan avrebbe escogitato il trabocchetto. La Casa Bianca aveva annunciato che non sarebbe intervenuta fintanto che non fossero state utilizzate massicciamente armi chimiche: a quel punto il governo turco non avrebbe dovuto fare altro che organizzare un attacco e incolpare il regime di Assad.

L'operazione era stata escogitata alla perfezione, tanto che la Casa Bianca aveva anche schierato le navi a largo della Siria, fissando la data dell'attacco nel 2 settembre. Il 31 agosto, tuttavia, Obama sarebbe stato informato della reale situazione ed avrebbe annullato il via libera all'attacco USA
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