Quando i dati sono ancora parziali è ormai chiaro quale sarà l'esito del referendum costituzionale in Russia. Oltre il 70% di coloro che hanno votato ha espresso parere favorevole agli emendamenti, tra i quali è previsto quello di estendere il governo del presidente Vladimir Putin fino al 2036. Di fatto potrebbe rimanere al potere a vita. Le operazioni di voto, che sono andate avanti da una settimana, in presenza e online, si chiuderanno oggi.

La pandemia non ha fermato il disegno di Putin. Con questo emendamento, approvato dal Parlamento russo in tempi record, Putin potrebbe ricandidarsi per altri due mandati, superando così Stalin. Il disegno di legge costituzionale è stato approvato in terza lettura dalla Duma di Stato; poi è passato al vaglio della camera alta, il Consiglio della Federazione. Gli ultimi step erano rappresentati appunto dal via libera della Corte costituzionale – che ha già stabilito che le modifiche dal presidente Putin sono compatibili con la legge – e dal referendum popolare. Si tratta dell'ultimo tassello di un piano che gli analisti seguivano da tempo: senza questa legge sarebbe rimasto presidente fino al 2024, termine oltre il quale al momento non potrebbe ricandidarsi.

I dati sono stati forniti dopo la chiusura dei seggi nella parte all'estremo oriente del Paese. Putin ha votato in un seggio di Mosca, senza mascherina, a differenza della maggior parte degli elettori ai quali è stata fornito il dispositivo di protezione all'ingresso. Secondo la Commissione elettorale l'affluenza alle urne ha superato il 60 per cento. Non è previsto il quorum, quindi se oltre il 50% di chi va a votare darà risposta positiva, la riforma passerà. Sono chiamati alle urne più di centoquaranta milioni di cittadini russi, chiamati a esprimersi in particolare sul limite di due mandati consecutivi di sei anni per il Presidente della Federazione Russa.

La disposizione si applica al presidente nel momento in cui entrano in vigore le modifiche legali, e non tiene conto del numero di mandati precedentemente ricoperti con questa carica, spianando così nuovamente la strada al presidente Putin, dopo la scadenza naturale del suo attuale mandato nel 2024.

Sulla scheda era stampata questa domanda: "Approvate gli emendamenti alla Costituzione della Federazione Russa?".

Il voto mira a introdurre un pacchetto di 206 emendamenti alla Costituzione della del 1993, proposto dal Cremlino a gennaio, tra cui c'è anche la tutela dell'istituzione del matrimonio come unione di un uomo e una donna, ponendo i bambini come una priorità della politica interna della Russia, e l'obbligo di sostenere e proteggere la cultura come patrimonio unico della nazione multietnica della Russia. Le modifiche proposte mirano inoltre a proteggere la sovranità e l'integrità territoriale della Russia, vietando qualsiasi tentativo o appello ad alienare parte del suo territorio.