Ridotta in schiavitù per 25 anni, la vittima in tribunale: “Vivevo di avanzi e dovevo lavarmi di nascosto”

Per 25 anni ha vissuto come schiava per la famiglia di Amanda Wixon a Tewkesbury, in Inghilterra. Davanti al tribunale, la donna ha testimoniato e raccontato la sua esperienza nell'abitazione della donna. "Sono stata trattata come se la mia vita, la mia libertà e la mia voce non contassero nulla, il trauma e gli incubi sono qualcosa che porto ancora dentro" ha sottolineato.
La vittima, che era affidata ai servizi sociali, era scomparsa quando aveva solo 16 anni: avrebbe dovuto trascorrere dalla sua carceriera, Amanda Wixon, solo il weekend, invece da quell'abitazione non è più uscita ed è stata ridotta in schiavitù per 25 anni.
La donna, oggi 40enne, non è stata mai veramente cercata dalle autorità che avrebbero dovuto occuparsi di lei e per 25 anni ha dovuto servire Wixon e i suoi 10 figli, vivendo di avanzi e senza la possibilità di lavarsi. Per mantenere l'igiene personale, era costretta a usare l'acqua di notte, quando nessuno poteva vederla. "Ora vivo con una bellissima famiglia, il loro amore mi sta aiutando a rimettere insieme i pezzi della mia vita. Nulla potrà restituirmi i 25 anni che ho perso" ha ricordato davanti ai giudici.
La 40enne soffre di una lieve disabilità cognitiva ed è così, secondo quanto emerso dalle indagini, che la sua carceriera ha potuto mantenere il controllo per 25 anni. La vittima ha raccontato di essere stata sottoposta a botte e umiliazioni di tutti i tipi.
In un'occasione, la 40enne è stata costretta a ingerire del detersivo per i piatti ed è stata colpita con un manico di scopa sulla bocca. Dopo l'aggressione, la 40enne ha perso i denti. È riuscita a fuggire da quell'abitazione grazie alla segnalazione anonima fatta alle autorità da uno dei figli di Wixon dopo l'ennesima scena di violenza alla quale aveva assistito.
La vittima è stata portata via dalle forze dell'ordine solo nel 2021 e oggi sta lentamente ricostruendo la sua vita. Sul viso, sui piedi e sulle caviglie ha ancora le cicatrici delle violenze subite. Per la donna non esistevano cartelle cliniche e non vedeva un medico da 20 anni.
Wixon è stata condannata a 13 anni di carcere dopo le testimonianze rese in aula. La 40enne, invece, in questi anni ha dovuto imparare cose solitamente scontate come attraversare la strada, cosa fare in un negozio o cosa indossare quando piove.