Riarmo, segregazione, omofobia e remigrazione: cosa succede adesso che AfD ha vinto in Sassonia

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La vittoria dilagante dell’AfD alle elezioni Sassonia-Anhalt apre una serie di interrogativi non solo in Germania ma anche in Europa, anche e soprattutto per le dinamiche di scontro tra Bruxelles e Mosca. E in più questo risultato potrebbe avere delle conseguenze sulle prossime elezioni previste in Ue nel 2027, in Spagna, Francia e Italia.

Da poche ore l’Europa e la Germania si trovano in un terreno inesplorato. L’affermazione di Alternative für Deutschland alle elezioni in Sassonia-Anhalt con il 43,8% dei consensi probabilmente aprirà la strada al primo governo di estrema destra in Germania dalla Seconda Guerra Mondiale. E questo non è un dato solo simbolico: la sezione locale di AfD è considerata dallo Stato tedesco un’organizzazione estremista (per questo ad esempio i giudici hanno deciso che iscritti e militanti riconosciuti non possono detenere legalmente armi da fuoco), e tra i più stretti collaboratori del candidato Ulrich Siegmund ci sono ex militanti di un’organizzazione neonazista sciolta dalle autorità.

AfD si è affermata senza annacquare i contenuti più radicali, tutt’altro ha presentato un programma che conteneva tra i punti più discussi la segregazione scolastica per i portatori di handicap e per i figli dei migranti richiedenti asilo e i rifugiati; la remigrazione (anche per i rifugiati ucraini); la creazione di una milizia civile da affiancare alla polizia; programmi culturali volti alla valorizzazione dei valori tedeschi (basta con il museo del Bauhuas, hanno proposto sul serio mettendo nel mirino il patrimonio di una delle più importanti avanguardie del Novecento, già perseguitata dal nazismo); politiche per la famiglia contro le culture e gli “stili di vita” che portano alla denatalità.

L’affluenza da record alle urne ha dimostrato la dimensione del successo dell’estrema destra. La polarizzazione dello scontro politico ha premiato AfD, che ha avuto la capacità di mobilitare e pescare voti nel mare dell’astensione e dei giovani (soprattutto maschi) che votavano per la prima volta. Quello per AfD è un voto per l’estrema destra, ma anche un voto contro la CDU che nel land dell’ex Germania Est ha governato quasi ininterrottamente dalla riunificazione a oggi. Un voto per un programma che echeggia le pagine più buie del Novecento, e insieme un voto di definitiva sfiducia nell’establishment politico che non ha saputo mantenere da queste parti le promesse del processo di riunificazione: come sempre l’affermazione di un discorso politico basato  su “sangue e suolo”, va di pari passo con la crisi e la dinamica sociale, l’ideologia deve avere un terreno fertile.

Cosa accadrà ora non è chiarissimo. I 39 seggi dell’AfD non consentono di avere la maggioranza assoluta, ma dall’altra parte neanche un governo di minoranza tra CDU, SPD, Verdi e con l’appoggio esterna della sinistra radicale riuscirebbe a governare. A venire in soccorso all’estrema destra potrebbe essere allora la formazione rossobruna BSW, che superando per pochi decimali lo sbarramento del 5% potrebbe garantire a Siegmund di diventare premier del Land. Se la leader nazionale del partito Alice Weidel ha aperto a questa ipotesi, Siegmund è stato più cauto, affermando che se non si trovasse un’intesa non teme il ritorno alle urne dicendosi sicuro che in quel caso “supererà il 50%”.

La vittoria di Alternative für Deutschland è un terremoto politico non solo per quello che rappresenta l’affermazione dell’estrema destra in Germania, e non solo per le possibili ripercussioni a livello federale con Merz che ne esce fortemente indebolito. È un terremoto anche e soprattutto forse per quello che vuol dire nel confronto dell’Unione Europea con la Russia. Merz solo pochi giorni fa ha indicato con chiarezza le responsabilità del Cremlino nella presenza di droni carichi di esplosivo nell’areoporto di Lipsia, e i deputati di AfD sono stati esplicitamente accusati al Bundestag di Berlino e all’Europarlamento di Bruxelles di passare informazioni alla Russia sensibili per la sicurezza nazionale. Cosa accadrà ora che governano un Land? Il riarmo tedesco oggi, con il paese impegnato a ricostruire il più “grande esercito regolare” del continente alla luce dell’affermazione di AfD, appare molto più sinistro.

Il voto in Sassonia-Anhalt potrebbe poi essere la prima tessera di un effetto domino che potrebbe portare l’Europa nel 2027 mai così a destra, con le cruciali elezioni in Spagna, Francia e ovviamente in Italia. Le congratulazioni alla leadership di AfD sono arrivate da Donald Trump e da Matteo Salvini, dal leader di Vox Ascabal e da Marine Le Pen. E anche Putin ha senza dubbio festeggiato per la vittoria degli amici tedeschi.

E se questa è la politica poi c'è la vita di decine di migliaia di persone che oggi hanno paura. I cittadini di origine straniera che vivono e lavorano in Sassonia-Anhalt. Ma anche le persone di un orientamento sessuale non binario. Se io fossi un genitore di un bambino con un problema cognitivo avrei paura di vederlo finire in una classe ghetto nella scuola pubblica. Speriamo che non debbano avere paura a lungo.

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