Restart-19, in Germania concerti test con pubblico cavia per far ripartire la musica dal vivo

Concerti live trasformati in veri e propri esperimenti scientifici con pubblico a fare da cavia in tempo di coronavirus con lo scopo di trovare la giusta soluzione per far ripartire la musica dal vivo in sicurezza. Stiamo parlando del progetto Restart-19, uno studio ideato dal centro medico universitario di Halle, in Germania, che ha dato vita a una simulazione del rischio di trasmissione del COVID-19 nel contesto di grandi eventi sportivi e culturali in ambienti chiusi. Lo scopo del progetto di ricerca, infatti, è quello di simulare il rischio di un focolaio di coronavirus in grandi eventi al chiuso e di ricercare le condizioni in cui tali eventi possono essere nuovamente organizzati senza mettere in pericolo la popolazione.
Il test è andato in scena sabato scorso con tre concerti live a ciascuno dei quali hanno assistito gli stessi 1.500 spettatori-cavie di età compresa tra i 18 e i 50 anni che si sono prenotati. Ovviamente il tutto su base volontaria e gratuitamente. Per assistere ai concerti infatti non era necessario pagare alcun biglietto anche se le spese di viaggio erano a carico dei partecipanti. Tutti inoltre hanno dovuto prima sottoporsi a un tampone che certificasse l’assenza di contagio.
Gli spettatori sono stati impegnati dalle 10 di mattina alle 18 di sera assistendo a tre esibizioni del cantautore tedesco Tim Bendzko che si è prestato volentieri per la causa. A cambiare ogni volta era la disposizione degli spettatori che venivano costantemente monitorati. Ognuno di loro è stato dotato di rilevatore per valutarne e gli spostamenti mentre disinfettanti fluorescenti hanno reso visibile le superfici che più spesso venivano toccate. Durante le pause i partecipanti sono stati invitati a recarsi ai bar e camminare per la sala, sempre provvisti di mascherine, così da ricreare i flussi tipici dei concerti. Per valutare le rotte sono state usate macchine speciali e sensori particolari che hanno raccolto migliaia di dati da analizzare
A causa della pandemia da coronavirus, i grandi eventi sono vietati in Germania almeno fino alla fine di ottobre con pesanti ripercussioni su tutto il comparto della musica. Per questo l’idea dello studio è stata accolta subito dai Lander della Sassonia e della Sassonia-Anhalt che hanno finanziato il tutto. I risultati della ricerca, costata un milione di euro, sono attesi per ottobre