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Restart-19, in Germania concerti test con pubblico cavia per far ripartire la musica dal vivo

Il test è andato in scena sabato scorso con tre concerti live a ciascuno dei quali hanno assistito gli stessi 1.500 spettatori-cavie di età compresa tra i 18 e i 50 anni che si sono prenotati. Lo studio, condotto dal centro medico universitario di Halle, ha previsto il monitoraggio di tutti gli spostamenti dei presenti per trovare la giusta soluzione per far ripartire la musica dal vivo in sicurezza.
A cura di Antonio Palma
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Concerti live trasformati in veri e propri esperimenti scientifici con pubblico a fare da cavia in tempo di coronavirus con lo scopo di trovare la giusta soluzione per far ripartire la musica dal vivo in sicurezza. Stiamo parlando del progetto Restart-19, uno studio ideato dal centro medico universitario di Halle, in Germania, che ha dato vita a una simulazione del rischio di trasmissione del COVID-19 nel contesto di grandi eventi sportivi e culturali in ambienti chiusi. Lo scopo del progetto di ricerca, infatti, è quello di simulare il rischio di un focolaio di coronavirus in grandi eventi al chiuso e di ricercare le condizioni in cui tali eventi possono essere nuovamente organizzati senza mettere in pericolo la popolazione.

Il test è andato in scena sabato scorso con tre concerti live a ciascuno dei quali hanno assistito gli stessi 1.500 spettatori-cavie di età compresa tra i 18 e i 50 anni che si sono prenotati. Ovviamente il tutto su base volontaria e gratuitamente. Per assistere ai concerti infatti non era necessario pagare alcun biglietto anche se le spese di viaggio erano a carico dei partecipanti. Tutti inoltre hanno dovuto prima sottoporsi a un tampone che certificasse l’assenza di contagio.

Gli spettatori sono stati impegnati dalle 10 di mattina alle 18 di sera assistendo a tre esibizioni del cantautore tedesco Tim Bendzko che si è prestato volentieri per la causa. A cambiare ogni volta era la disposizione degli spettatori che venivano costantemente monitorati. Ognuno di loro è stato dotato di rilevatore per valutarne e gli spostamenti mentre disinfettanti fluorescenti hanno reso visibile le superfici che più spesso venivano toccate. Durante le pause i partecipanti sono stati invitati a recarsi ai bar e camminare per la sala, sempre provvisti di mascherine, così da ricreare i flussi tipici dei concerti. Per valutare le rotte sono state usate macchine speciali e sensori particolari che hanno raccolto migliaia di dati da analizzare

A causa della pandemia da coronavirus, i grandi eventi sono vietati in Germania almeno fino alla fine di ottobre con pesanti ripercussioni su tutto il comparto della musica. Per questo l’idea dello studio è stata accolta subito dai Lander della Sassonia e della Sassonia-Anhalt che hanno finanziato il tutto. I risultati della ricerca, costata un milione di euro, sono attesi per ottobre

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