Referendum in Egitto: vincono i sì, approvata la Costituzione di Morsi

I risultati ufficiali arriveranno solo fra qualche giorno ma si tratta di una vittoria che è stata già annunciata dal partito dei Fratelli Musulmani. Al referendum sulla Costituzione ispirata alla sharia hanno vinto i sì, dunque la carta scritta da un’assemblea a maggioranza islamica e voluta dal presidente Morsi, e che ha provocato nelle scorse settimane duri scontri nel Paese, è stata approvata. Un referendum che si è tenuto in due tornate a causa della scarsità, dovuta a un’azione di boicottaggio, dei giudici di controllo: gli egiziani hanno votato, dunque, il 15 e il 22 dicembre. Complessivamente, fanno sapere i Fratelli Musulmani, la Costituzione è stata approvata con il 64% dei voti a favore. Un funzionario di Giustizia e libertà che monitora il voto ha detto che secondo i loro calcoli il risultato del secondo giorno di voto è stato del 71% dei sì, rispetto al 56% della prima tornata. Sempre secondo i calcoli dei Fratelli Musulmani hanno votato ieri 8 milioni di cittadini egiziani su 25 aventi diritto, circa il 30%. Nella prima giornata di voto l’affluenza era stata invece del 32%.
La denuncia di irregolarità al voto – Ma è stato un referendum segnato anche della denuncia degli oppositori e degli attivisti per i diritti umani di brogli e irregolarità: dall’apertura in ritardo delle urne, alla presenza di islamisti ai seggi per provare a influenzare il voto. Inoltre l'agenzia di stampa egiziana Mena ha riferito che almeno due giudici sono stati rimossi perché costringevano gli elettori a votare sì. Nel momento i cui i risultati diventeranno ufficiali sarà subito applicata la nuova Costituzione che, appunto, è stata duramente contestata perché i partiti di opposizione sostengono che questa restringa le libertà e dia agli islamisti una vasta influenza sul governo dell’Egitto. Il dibattito sulla nuova Carta, insieme anche alle proteste nate dal decreto col quale Morsi si era aumentato i poteri, ha portato agli scontri più violenti da quando il nuovo presidente è al potere. Scontri segnati da morti e decine di feriti.
Il vicepresidente Mekki si dimette – Intanto ieri, mentre erano ancora in corso le operazioni di voto, il Paese ha registrato due dimissioni molto importanti: una delle due sarebbe stata confermata, per quanto riguarda l’altra la situazione non appare ancora molto chiara. Lasciano il vicepresidente Mahmoud Mekki e il governatore della Banca centrale Farouq el-Oqdah. Le dimissioni di Mekki sono state annunciate alla tv di Stato: il vicepresidente ha detto di aver realizzato che la natura della politica non è compatibile con le sue origini professionali di giudice. Il vicepresidente di Morsi ha anche detto che la sua è una decisione presa già tempo fa ma che gli ultimi eventi lo avevano costretto a rimandare. Negli ultimi mesi si sono dimessi 17 dei più importanti collaboratori di Morsi. Sulle dimissioni del governatore della Banca centrale, prima annunciate e poi smentite, è invece giallo.