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Ragazze transgender costrette a presentarsi alla visita di leva in Thailandia: “Discriminate”

È quello che accade ogni anno a decine di ragazze trangender thailandesi perché sui documenti di identità è ancora indicato il loro nome maschile. Proprio in questo periodo dell’anno sono costrette a partecipare al reclutamento insieme ai loro coetanei maschi tra i 21 e i 26 anni di età anche se poi sono esentate dal servizio militare dopo l’accertamento del caso.
A cura di Antonio Palma
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Costrette a presentarsi alla visita di leva obbligatoria per l'arruolamento nell'esercito anche se ormai si sentono donne e sono donne nell'aspetto solo perché sui documenti di identità è ancora indicato il loro nome maschile. È quello che accade ogni anno a decine di ragazze trangender thailandesi che proprio in questo periodo dell'anno sono costrette a partecipare al reclutamento insieme ai  loro coetanei maschi tra i 21 e i 26 anni di età. Alcune di loro hanno deciso di postare orgogliosamente sui social la loro foto col foglio di esenzione dal servizio militare in Thailandia che arriva dopo la visita o dopo aver mostrato un certificato medico che conferma il cambiamento di sesso.

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Le donne transgender che hanno ancora certificati con sesso maschile sono legalmente obbligate a partecipare agli eventi di reclutamento ma sono poi esentate dal servizio militare dopo l'accertamento del caso. Una pratica che molte di loro contestano come una discriminazione visto che le obbliga  a prendere parte alle visite tra centinaia di ragazzi. Per alcune però c'è anche un'altra discriminazione, quella di non poter arruolarsi come volontarie come invece è concesso alle donne. È il caso di Naritsara Ownwang, 23 anni e reginetta di bellezza, convocata venerdì scorso in una struttura militare nella provincia di Phitsanulok dove ha dovuto mostrare i documenti che comprovavano di aver subito un cambio di sesso.

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"Non ho paura di fare il servizio militare, ma l'esercito thailandese continua a discriminare le donne come me. Le donne eterosessuali possono arruolarsi e noi no. Penso che dovremmo avere gli stessi diritti delle altre donne eterosessuali" ha spiegato ai media locali la 23ene scatenando roventi polemiche.  Si ritiene che in  Thailandia circa l'8% della popolazione del paese appartenga alla categoria LGBTQ, ma le leggi thailandesi impongono ancora molte restrizioni ai loro diritti. Oltre a non poter entrare nell'esercito, ad esempio non ricevono gli stessi benefici matrimoniali delle coppie eterosessuali, sebbene possano sposarsi.

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