Proteste in Francia, coprifuoco a Parigi, Lione, Lille e Nizza
Sono stati oltre 2mila i fermi di polizia e 67 gli arresti in seguito alle proteste avvenute sabato in Francia. Il ministro della Giustizia, Géral Darmanin, ha sottolineato che la procura nazionale antiterrorismo è al lavoro per decidere cosa fare dopo l'incendio del municipio di Limoges.
Nel frattempo, proprio in seguito alle proteste degli ultimi giorni, le autorità francesi hanno deciso di imporre coprifuochi localizzati in alcune zone di Parigi. Le manifestazioni per il crescente costo della vita si sono trasformate in azioni violente in tutta la Francia, dando il via a un'ondata che ha raggiunto anche l'Italia e che promette di estendersi in altri Paesi europei.
Nella giornata di lunedì, la tensione è rimasta alta: il primo ministro, Sébastien Lecornu, ha chiesto l'imposizione del coprifuoco per "proteggere le persone, le proprietà e le attività commerciali". Place de la Republique a Parigi è diventata oggetto di coprifuoco dalle 23 di ieri alle 6 di oggi, così come le strade intorno a Les Halle, che sono chiuse al pubblico dalle 22 alle 6.

A Lione sono vietati gli assembramenti in strade pubbliche dalle 18 alle 21, mentre in alcune zone della città da ieri vige il coprifuoco iniziato alle 21 e terminato alle 6 di questa mattina. A Marsiglia sono vietati tutti gli assembramenti e le manifestazioni dalle 12 alle 20.
Anche a Nizza entra in vigore la misura, con il coprifuoco per i minori dalle 21 alle 6. Le stesse regole riguarderanno anche Lille, Douai, Wattignies e Denain, dalle 20 di lunedì alle 6 di martedì.
Le misure, come è noto, arrivano dopo gli oltre 2mila arresti nelle piazze francesi e la morte di due persone, con la segnalazione di feriti gravi tra cui due cittadini che hanno perso una mano.
Durante le manifestazioni, la polizia ha lanciato gas lacrimogeni sulla folla e si è scontrata con chi era sceso in piazza. Come accaduto pochi giorni fa a Milano, anche in Francia alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nei negozi.

Il Paese sta facendo i conti con quel che resta dopo le proteste, la cui portata sarebbe stata sottovalutata dalle autorità secondo l'opinione pubblica. Il presidente francese Emmanuel Macron, a distanza di 6 mesi dalle prossime elezioni, ha promesso di tenere degli incontri durante la settimana per discutere "proposte concrete" e "ascoltare le richieste dei cittadini francesi".
L'eco delle proteste non arriva da molto lontano: tutto è iniziato a settembre con lo sciopero di studenti e insegnanti di un liceo della periferia parigina che chiedeva più personale e risorse. Le richieste sono state accolte e la manifestazione è terminata, ma quell'iniziativa ha acceso una scintilla che si è presto propagata in tutta la Francia. Gli studenti, frustrati da un sistema scolastico con pochi fondi, ha dato il via alle proteste di piazza. La dura repressione delle autorità ha alimentato la rabbia popolare, spingendo centinaia di migliaia di persone a manifestare con più vigore, soprattutto dopo la diffusione dei video in cui si vedono agenti di polizia esercitare prese violentissime su ragazzi ancora in età scolare.

Nel giro di poche settimane, quelle che erano nate come proteste studentesche sono diventate un movimento più ampio contro il costo della vita. Le manifestazioni sono degenerate presto in violenza: alcune persone a Lione anno dato alle fiamme l'ufficio del turismo. Nella città i Limoges, è stata data alle fiamme la guglia del municipio, risalente a 143 anni fa. Centinaia di attività commerciali sono state distrutte a Parigi.
Alain Berset, Segretario Generale del Consiglio d'Europa, ha affermato che la rabbia dei manifestanti merita una risposta."Da Parigi a Milano, da Bruxelles a Tirana, le proteste in Europa sono diventate virali", ha scritto su X. "Disuguaglianza. Istruzione. Alloggi. Mancanza di prospettive. La sensazione di non essere ascoltati."