Francia, gilet gialli in piazza con gli studenti: proteste, scontri e centinaia di fermi in tutto il Paese

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A cura di Luca Pons
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Protesta a Place de la République, Parigi
In Francia nuova giornata di mobilitazioni e proteste, soprattutto contro il caro vita. Già in mattinata 166 fermi in tutto il Paese, a Parigi il corteo è programmato dalle 14. Alle manifestazioni degli studenti si uniscono i gilet gialli e vari settori della società civile.

In Francia si registra l'ennesima giornata di forti proteste di piazza. È un nuovo capitolo nato dalla contestazione studentesca, ma che si è allargato alle parti della società civile frustrate dal caro vita e non solo, ispirando anche rivendicazioni in Italia. In piazza si rivedono anche i gilet gialli, simbolo della protesta nata nel 2018 proprio contro il costo del carburante. È il frutto di una mobilitazione online in atto da settimane: uno dei siti che spingono l'iniziativa parla di oltre 1.700 proteste di vario tipo. Solo in mattinata, i fermi sono stati 166. Le autorità hanno segnalato 32.800 manifestanti. Con l'andare della giornata – il corteo a Parigi era in programma solo dalle 14 in poi – i numeri saliranno. Le previsioni del ministero dell'Interno sono di 40mila partecipanti nella capitale e circa 150mila nel resto del Paese.

Il presidente Emmanuel Macron, in vista della contestazione, ha invitato alla calma e ricordato che si può manifestare senza "insultare" né "distruggere". Gli scontri, però, hanno avuto il via già dalle prime ore della mattina. A Parigi, Rouen, Marsiglia. A Lione la polizia è intervenuta per disperdere più di un gruppo di manifestanti. A Rennes sono sorte delle barricate in fiamme che, bloccando alcune strade, hanno complicato la circolazione.

L'epicentro della protesta è Parigi, dove dalle 14 parte il corteo ufficiale a Place de la République. In realtà, da diverse ore ci sono disordini. La polizia ha già impiegato gas lacrimogeni e ha disperso due diversi cortei non autorizzati. La prefettura ha vietato esplicitamente, ieri, di manifestare in zone strategiche, tra cui l'Eliseo.

Ci sono stati anche attacchi a strutture. Su tutti, uno alla sede del canale televisivo posizionato con l'estrema destra CNews, di Vincent Bolloré. Attorno alle 7 del mattino un centinaio di persone ha bloccato l'accesso la parcheggio e ha lanciato oggetti, rompendo vetri. Ventuno persone sono state arrestate, non si registrano feriti.

Come detto, sono in piazza studenti e gilet gialli, ma si vedono anche cittadini di diverse categorie – infermieri, insegnanti, agricoltori – che lamentano il costo della vita. Alle 18 è in programma una riunione dell'unità di crisi del ministero dell'Interno, per verificare la gestione delle piazze. La preoccupazione riguarda soprattutto la ‘coda' degli eventi, tra il tardo pomeriggio e la sera. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha anche riaperto all'uso delle granate stordenti – non più utilizzate contro gli studenti dopo diversi incidenti – nel caso di "violenze urbane estremamente gravi". Per Nuñez, il rischio di "degenerare in devastazioni e violenze" è legato soprattutto "all'estrema sinistra".

Le manifestazioni avvengono sullo sfondo di una campagna elettorale che in sostanza è già iniziata. Le elezioni presidenziali si terranno domenica 18 aprile 2027. La favorita è Marine Le Pen, dello schieramento di estrema destra Rassemblement National. Il presidente del partito, Jordan Bardella, ha detto che le manifestazioni hanno "rivendicazioni legittime" ma che le usano come "copertura". Dall'altra parte Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale di La France Insoumise, ha detto che è "un momento importante" che fa emergere "l'esasperazione acuta di moltissimi settori della società", e ha denunciato le "violenze della polizia".

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