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Prende un farmaco brucia-grassi contraffatto e rischia di morire: “Possono contenere qualsiasi cosa”

Kellen Oliveira Bretas Antunes, 42enne brasiliana, è stata ricoverata dopo aver assunto un farmaco dimagrante illegale importato dal Paraguay. È stata colta da numerose convulsioni e le è stata diagnosticata una rara malattia. Ora la attende un lungo periodo di riabilitazione. L’esperto: “Ogni volta che si assume un medicinale di cui non si conosce l’origine, può contenere qualsiasi cosa”.
A cura di Biagio Chiariello
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Ci sarebbe un medicinale contraffatto dietro la grave vicenda di Kellen Oliveira Bretas Antunes, 42 anni, madre di un figlio. La donna, originaria del Brasile, è stata ricoverata in ospedale dopo aver assunto “Lipoless”, una farmaco dimagrante illegale proveniente dal Paraguay, che le ha provocato convulsioni così gravi da rendere necessaria una tracheotomia, un intervento in cui viene praticato un foro nella gola per respirare.

Antunes aveva iniziato a prendere il farmaco solo lo scorso mese. Pubblicizzato come capsula brucia-grassi, il prodotto è tuttavia illegale in Brasile, non essendo approvato dalle autorità sanitarie. Dopo appena tre giorni, la donna ha cominciato a soffrire di forti dolori addominali e diffusi, tanto da dover ricorrere al pronto soccorso. I medici hanno diagnosticato una intossicazione da farmaci, condizione grave ma potenzialmente reversibile. Dopo otto giorni di ricovero, è stata dimessa, ma la tranquillità è durata poco: i sintomi sono rapidamente peggiorati.

Quando ha sviluppato debolezza muscolare, disturbi neurologici e difficoltà respiratorie, è stata ricoverata di nuovo. La famiglia ha spiegato che si trattava della sindrome di Guillain-Barré (GBS), una malattia rara in cui il sistema immunitario attacca i nervi periferici. Inizialmente provoca formicolii a mani e piedi, ma può rapidamente evolvere in debolezza diffusa, dolore acuto agli arti, problemi respiratori e disturbi visivi.

Dal 28 dicembre, secondo quanto riportato, Antunes ha subito numerose convulsioni e ha dovuto affrontare la tracheotomia per riuscire a respirare. Dopo un primo miglioramento, la figliastra ha raccontato che la donna si trova ora in condizioni stabili e sta seguendo un trattamento mirato a rallentare la progressione della GBS e favorire il recupero del sistema nervoso. "È stabile. Ci sono stati miglioramenti significativi, ma il percorso sarà lungo – ha spiegato – serviranno almeno 12 mesi di cure con fisioterapia, logopedia e l’intervento di altri specialisti".

In precedenza, i medici non erano stati in grado di analizzare il contenuto del farmaco dimagrante. La figliastra ha raccontato: "Mio padre ha recuperato il flacone da casa e lo ha portato all’ospedale João XXIII per l’analisi, ma non hanno potuto analizzarlo perché si trattava di un medicinale proveniente dal Paraguay".

Il caso di Antunes ha spinto l’Agenzia nazionale brasiliana per la sorveglianza sanitaria (Anvisa) a lanciare un avviso pubblico, sottolineando come non tutti questi prodotti siano autorizzati alla vendita in Brasile e che acquistarli da venditori non regolamentati può essere estremamente rischioso, poiché non esistono informazioni affidabili sull’origine e sugli ingredienti del medicinale.

L’endocrinologo Márcio Lauria, intervistato dal portale Globo, ha ammonito: "Ogni volta che si assume un medicinale di cui non si conosce l’origine, può contenere qualsiasi cosa. Queste penne seguono un intero processo di produzione, e talvolta si compra un prodotto che non ha ricevuto tutte le garanzie necessarie per la sicurezza e l’efficacia del farmaco".

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