Il video di una donna che viene trasferita all'interno di un centro per malattie infettive mentre indossa solo un pigiama ospedaliero e pantofole di plastica, nonostante le temperature nel Paese siano scese a meno 25 gradi, ha convinto il primo ministro della Mongolia Khurelsukh Ukhnaa a lasciare il suo incarico. Quel video che mostrava il trattamento subito dalla donna, una giovane mamma positiva al Covid-19, aveva scatenato delle proteste nel Paese e il primo ministro si è dimesso riconoscendo l’errore "Purtroppo abbiamo commesso un errore durante il trasferimento di quella madre", ha ammesso Khurelsukh Ukhnaa, aggiungendo che "è stato straziante vedere come è stata trattata". "Come primo ministro, devo assumermi la responsabilità di quello che è successo", ha aggiunto il premier spiegando il motivo delle dimissioni presentate giovedì in parlamento.

Il video della mamma positiva al Covid e le proteste in Mongolia

Il video incriminato della donna in ambulanza che stringe il suo bambino ha suscitato critiche feroci, anche perché la tradizione mongola impone alle neo-mamme di evitare di uscire al freddo durante il primo mese dalla nascita del figlio. Quelle immagini hanno portato nella giornata di mercoledì circa cinquemila manifestanti, soprattutto giovani, fuori dai palazzi del governo della capitale Ulan Bator. Alcuni di loro avevano tra le braccia delle fasciature come dei neonati.

Dimissioni anche per il ministro della Salute e il vice premier

Il primo ministro Khurelsukh Ukhnaa non è stato neppure l’unico a pagare per quanto accaduto. Prima di lui si era già dimesso il vice primo ministro, che è a capo della commissione nazionale di emergenza che si occupa della pandemia di Coronavirus. E poi ancora hanno lasciato il loro incarico il ministro della Salute e il direttore dell'Ospedale che ospita la paziente.

L’emergenza Coronavirus in Mongolia

La Mongolia, paese asiatico con una popolazione di circa 3 milioni di abitanti che confina con Russia e Cina, finora non aveva fatto parlare tanto di sé per la pandemia di Coronavirus se non per i “complimenti” ricevuti dall’Oms per la gestione del virus. I contagi nel Paese, infatti, sono stati piuttosto contenuti nel 2020, anche a seguito di severi controlli alle frontiere. Ufficialmente la Mongolia ha registrato solo 1.592 casi di contagio dall’inizio della pandemia e due vittime. Di questi casi, però, 578 sono stati rilevati nell'ultimo mese e questo ha spinto il governo a imporre un lockdown a Ulan Bator e in altre regioni del Paese. Misure restrittive che vengono criticate dalla popolazione.