Pioggia di missili su Dubai, il racconto di un’italiana bloccata: “Aeroporto danneggiato, non sappiamo che fare”

Pioggia di missili su tutti gli alleati degli Stati Uniti: era stato promesso così dal defunto leader supremo iraniano, e così è stato.
Nonostante l’uccisione di Khamenei nelle prime ore dei massicci bombardamenti guidati da USA e Israele contro l’Iran, la macchina bellica della Repubblica Islamica non si è fermata. L’escalation ha raggiunto nelle ultime ore anche gli Emirati Arabi Uniti, trasformando il paradiso tecnologico e turistico di Dubai in un nuovo fronte di guerra.
Tra i tanti connazionali bloccati sotto le bombe c’è Giulia Fagioli, che da tre anni vive e lavora a Dubai.
"Stamattina è suonato di nuovo l'allarme e c'è stato un botto fortissimo sopra la mia testa, hanno tremato le finestre della mia camera da letto. Mi sono messa alla scrivania perché è il punto più lontano dai vetri, anche se casa è piccolissima ed è difficile ripararsi”, racconta Fagioli a Fanpage.it.
“Ieri mattina a Dubai era tutto tranquillo”, continua, “poi nel pomeriggio hanno iniziato a suonare i telefoni con l'allarme fortissimo dell'iPhone. Si sentivano i rumori dei jet supersonici e hanno staccato il GPS, quindi Google Maps non funzionava più. Una mia amica che era in spiaggia mi ha mandato la foto di un missile proprio mentre tornava a casa. La pioggia di missili si è intensificata ieri sera e stamattina: ce ne sono stati tantissimi”.
L'escalation è stata rapida su Dubai, quelli che all’inizio sembravano solo missili intercettati ma direzionati altrove hanno cominciato a bucare lo scudo antimissilistico. "Hanno colpito diversi punti: prima il Fairmont Hotel sulla Palma con dei detriti caduti, ma senza feriti. Poi l'aeroporto di Dubai è stato attaccato due volte, all'una di notte e alle sette di stamattina. Non si è capito bene se il Terminal 2 o il 3, ma le piste sono distrutte e ci sono danni ingenti. Hanno attaccato anche il Burj Al Arab, la Vela, perché pare ci sia una base americana proprio dietro. Gira voce di 136 impatti a Sharjah, l'emirato attaccato a Dubai, secondo alcuni gruppi Telegram”, continua la donna.
Per chi si trova negli Emirati, le vie di fuga sono evaporate nel giro di una notte. Lo spazio aereo è completamente sigillato e anche l'ultima speranza di uscire via terra, sembra essere tramontata. "Fino a stamattina molti pensavano di scappare in macchina verso l'Oman, a Muscat, ma pare abbiano chiuso anche il confine via terra", conferma l'italiana.
In questo scenario di isolamento, cresce la preoccupazione per il ruolo delle istituzioni. "Dal sito della Farnesina non arrivano soluzioni", conclude la donna, "dicono solo di stare al chiuso e non avvicinarsi ai posti pericolosi, ma non c'è un piano di evacuazione per gli italiani che stanno qui. Io sto con altri connazionali e siamo in attesa di capire cosa fare, mentre fuori continuano i botti".