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Covid 19
2 Gennaio 2022
15:36

Perché Omicron è il virus più contagioso della storia

Omicron è il virus con la propagazione più rapida della storia: è quanto ha spiegato l’infettivologo Bhattacharyya, che per far capire la velocità con cui si diffonde questa variante ha fatto un paragone con uno dei virus più trasmissibili conosciuti, quello del morbillo.
A cura di Ida Artiaco
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La variante Omicron di Sars-CoV-2 è il virus più contagioso e con la propagazione più rapida della storia, superando addirittura il morbillo. A dirlo è Roby Bhattacharyya, infettivologo del General Hospital in Massachusetts, che ha così commentato le caratteristiche della mutazione individuata solo un mese in Sudafrica ma ormai dominante in quasi tutto il mondo.

"Si tratta di una diffusione incredibilmente rapida", ha spiegato l'esperto, citato dal quotidiano spagnolo El Pais, sottolineandone l'incredibile velocità e mettendolo a confronto con il morbillo, a sua volta normalmente molto contagioso. Una persona affetta da questa malattia infettiva, non vaccinata, contagia in media altre 15 persone; una colpita da Omicron ne infetta 6, secondo gli ultimi studi. Ma la differenza sta nei tempi del contagio: il morbillo ha bisogno di 12 giorni in media, ma ad Omicron ne bastano 4 o 5.

"Un caso di morbillo ne produce altri 15 in 12 giorni, un caso di Omicron ne produce 6 in quattro giorni; in otto giorni ne ha prodotti 36, 216 in 12 giorni", ha riassunto Bhattacharyya. Anche lo storico della medicina e medico Anton Erkoreka si dichiara stupito dalla velocità con cui si propaga Omicron. "È il virus più esplosivo e quello con la diffusione più rapida della storia", ha detto. Erkoreka, direttore del Museo Basco di Storia della Medicina , ricorda che la peste nera del XIV secolo e il colera del XIX secolo – causati da batteri – hanno impiegato anni per diffondersi in tutto il mondo, a differenza di Omicron che in poche settimane ha dato vita a milioni di infezioni. Anche la cosiddetta influenza russa del 1889, forse causata da un altro coronavirus, ha impiegato tre mesi per attraversare il pianeta, come la variante originale del SARS-CoV-2, rilevata nel dicembre 2019 a Wuhan. "Ma la variante Omicron ha infranto il suo record di espansione", ha concluso Erkoreka.

D'accordo con i colleghi è anche l'epidemiologo William Hanage, condirettore del Center for Dynamics of Infectious Diseases dell'Università di Harvard, che ha ricordato, per sottolineare l'incredibile velocità di diffusione della variante, come in uno dei focolai di Omicron più studiati, una festa a Oslo con un ospite arrivato di recente dal Sudafrica, siano stati infettati 81 dei 117 partecipanti. Se sulla contagiosità di Omicron ci sono pochi dubbi, bisogna ancora verificarne la gravità.

Sempre Bhattacharyya ha evidenziato che la nuova variante è probabilmente il 25% meno grave della Delta, dominante finora, nelle persone che non sono state vaccinate o che sono guarite in precedenza, secondo l'ultimo rapporto dell'Imperial College di Londra. Il che è confermato da sei studi preliminari, come riferisce il Guardian, secondo i quali pur rischiando di essere più infettiva sarebbe meno letale rispetto ad altre mutazioni del virus perché ha maggiori probabilità di infettare la gola rispetto ai polmoni.

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