Si è conclusa la lunga notte elettorale negli Stati Uniti. Ma manca un vincitore e potrebbero volerci ancora diversi giorni prima di conoscere il nome del nuovo presidente USA. Questo per varie ragioni, in primis il fatto che quest'anno anche a causa della pandemia di coronavirus che ha colpito violentemente il Paese moltissimi cittadini hanno deciso di votare per posta. Alcuni degli Stati ancora in bilico, inoltre, permetteranno agli elettori di inviare il proprio voto anche nei prossimi giorni e finchè tutti questi non verranno conteggiati non si avrà il nome del vincitore. Donald Trump nella notte ha annunciato prematuramente di aver vinto le elezioni: ma come detto mancano ancora moltissimi voti da conteggiare. E saranno proprio quelli a determinare l'esito del voto. Al momento, infatti, il margine tra il presidente uscente e lo sfidante democratico, Joe Biden, è strettissimo in diversi territori decisivi.

All'alba della lunga notte elettorale sappiamo che Trump si è mostrato molto più forte di quanto non prevedessero i sondaggi. Non abbastanza, tuttavia, da avere già un risultato chiaro. Per quello ci potrebbero volere giorni, anche perché il tempo necessario per scrutinare i voti di tutti gli Stati quest'anno è allungato anche dal massivo ricorso del voto per posta. Ci sono due Stati, specialmente dove nulla è ancora deciso, in cui l'esito definitivo potrebbe tardare di diversi giorni. Questi sono la Pennsylvania e il Nevada, dove nei prossimi giorni si continueranno ad accettare i voti per posta.

In Pennsylvania ci sarà tempo fino a venerdì. Allo scrutinio, quindi, mancano ancora moltissimi voti che potrebbero ribaltare il risultato le proiezioni attuali. Che al momento danno Trump in vantaggio al 55% contro il 43,6% di Biden. Ma tra il 25 e il 30% dei voti totali deve ancora essere conteggiato. In Nevada il tempo disponibile è ancora di più: oltre ai voti per posta ricevuti nell'Election Day, si scrutineranno anche tutti quelli che arriveranno nella prossima settimana. Al momento qui Biden è in testa con il 29,3% contro il 48,7% di Trump. Bisogna infine tenere conto che generalmente sono i democratici a ricorrere al voto per posta: un elemento che potrebbe giocare in favore dell'ex vice di Obama e portarlo in testa negli swing states che al momento rimangono in bilico.