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Conflitto in Ucraina
24 Aprile 2022
15:37

Perché la Germania non ne vuole sapere di un embargo sul gas russo: “Saremmo rovinati”

Secondo l’amministratore delegato dell’Unione delle camere di commercio e dell’industria tedesche (Dihk), Martin Wansleben, il divieto totale alle importazioni di gas dalla Russia sarebbe “catastrofico” per la Germania.
A cura di Annalisa Cangemi
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Foto di Sean Gallup/Getty Images
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Lo stop totale alle importazioni di gas dalla Russia sarebbe "catastrofico" per la Germania. Lo ha detto l'amministratore delegato dell'Unione delle camere di commercio e dell'industria tedesche (Dihk), Martin Wansleben, intervistato dall'emittente radiofonica "Deutschlandfunk". A suo avviso un embargo totale sul gas russo non è giustificabile alla luce dell'elevata dipendenza tedesca dalle sue importazioni.

La richiesta di un embargo totale su energia e materie prime è stata rilanciata poco fa da Kiev: "Il fatto che la guerra in Ucraina sia in corso, che la nostra gente, i nostri bambini vengano uccisi, chiarisce che l'attuale politica delle sanzioni è insufficiente. Nuove sanzioni devono essere imposte costantemente", ha detto il capo dell'ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak, in un'intervista all'emittente francese TF1, riferisce Ukrinform. "Il sostegno dell'Ue all'imposizione di un embargo completo su energia, gas e petrolio russi, nonché sanzioni contro tutte le banche russe è molto importante per l'Ucraina" ha sottolineato.

Ma la Dihk è contraria a un più generale embargo sull'energia dalla Russia, per l'impatto che avrebbe innanzi sugli affitti, ma ci sarebbe un incremento anche sui prezzi dei beni alimentari e sul mercato del lavoro. "Se consideriamo ciò che sappiamo, quello che il governo federale sta analizzando e le industrie interessate, un embargo sul gas naturale sarebbe un vero disastro nella situazione attuale", ha affermato Wansleben, sottolineando che l'operazione militare russa in Ucraina non giustifica il boicottaggio delle risorse energetiche russe. A pagarne le spese sarebbero in primo luogo le industrie chimiche, siderurgiche e farmaceutiche del Paese dovranno affrontare problemi. L'unica strada è superare la dipendenza dal gas russo.

Una posizione simile l'ha assunta la candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen, la quale si è dichiarata contraria all'embargo su petrolio e gas russo, perché consapevole delle conseguenze negative sul potere d'acquisto dei francesi.

Il ministro delle finanze tedesco Christian Lindner all'inizio di aprile aveva spiegato che interrompere le importazioni di gas russo nell'immediato non è possibile e danneggerebbe più l'Unione europea che Mosca: "Abbiamo a che fare con una guerra criminale, è evidente che dobbiamo porre fine il più rapidamente possibile ai legami economici con la Russia", aveva detto il ministro delle Finanze di Berlino avvertendo però che "il gas non può essere sostituito nel breve termine". Secondo Linder bisogna pertanto considerare separatamente le possibili sanzioni su petrolio, gas e carbone russi, poiché la ricerca di fonti di approvviggionamento alternative per le diverse materie prime richiederà tempi differenti.

Intanto l'Unione europea continua a lavorare sul sesto pacchetto di sanzioni: sta valutando un embargo completo al petrolio russo entro poche settimane. Lo ha confermato oggi anche il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire. In un'intervista al canale televisivo Bfmtv ripresa dal Kyiv Independent, Le Maire ha aggiunto che la misura contribuirà a fermare il flusso di valuta estera verso la Russia.

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