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Pensa di essere controllato dalla Nasa e uccide a coltellate bimba di 9 anni in strada, condannato a 25 anni

Il terribile delitto in Inghilterra dove l’unica colpa della piccola fu quella di aver incrociato il giovane mentre giocava con l’hula hop insieme alla sorellina davanti al negozio della mamma. L’omicida era convinto che il suo “controllore” presso la Nasa avrebbe potuto resuscitarla.
A cura di Antonio Palma
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"Anche se sei affetto da un disturbo mentale, quel giorno hai fatto l'impensabile. Ti sei diretto dritto verso di lei, hai estratto il coltello e non appena ti sei avvicinato all'ignara Lilia le hai conficcato il coltello nel cuore, un atto di violenza scioccante e orribile", con queste parole il giudice della Lincoln Crown Court ha condannato a un minimo di 25 anni di carcere Deividas Skebas, il giovane venticinquenne che nel luglio di quattro anni fa uccise in strada una bambina di 9 anni la cui unica colpa era stata quella di averlo incrociato mentre giocava con l'hula hop insieme alla sorellina in strada.

L'uomo venne arrestato dalla polizia due giorni dopo ma il procedimento giudiziario si è trascinato fino ai giorni nostri proprio a causa della valutazione dei problemi psicologici dell'uomo che da allora è rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Proprio dal centro medico in cui si trova, Skebas ha seguito in videocollegamento l'udienza che ha portato alla sua condanna all'ergastolo con un minimo di 25 anni di carcere.

Emettendo la sentenza, il giudice ha ricordato le problematiche dell'imputato ma anche la vulnerabilità della vittima presa di mira e il tentativo di fuga del ragazzo che stava per lasciare il Paese in autobus. "La pianificazione dell'atto e la vulnerabilità della vittima sono controbilanciate da aspetti attenuanti, in particolare dal suo disturbo mentale. Di conseguenza, nel tuo caso la durata minima in cella è di 25 anni" ha spiegato infatti il giudice sentenziando però che "Se a un certo punto le sue condizioni saranno tali da poter essere dimesso dall'ospedale, tornerà in prigione per scontare il resto della pena minima".

Come costruito dall'inchiesta, il giovane quel 28 luglio 2022 aveva acquistato un normale coltello da cucina in un negozio e poi si era messo a camminare in continuazione nella stessa zona apparentemente proprio alla ricerca di una vittima da colpire. Quella vittima l'ha trovata poco dopo le sei del pomeriggio quando ha incrociato la bambina che giocava in strada proprio davanti al negozio della madre con l'altra sorellina più piccola. Un gesto fulmineo che ha spezzato per sempre la vita della piccola.

Dopo l'arresto l'uomo ha dichiarato di averla uccisa perché era controllato da un chip che la NASA gli aveva impiantato nel cervello e chi gli forniva indicazioni tramite una voce. In una condizione descrtta come "evidentemente delirante", aveva chiesto alla polizia di contattare la NASA, convinto che il suo "controllore" presso l'agenzia avrebbe potuto resuscitare la bimba.

"Questa sentenza non cambierà le nostre vite. Niente potrà riportare indietro nostra figlia, il dolore non scomparirà e le lacrime versate non lo laveranno via. Dal profondo del nostro cuore, ringraziamo coloro che non hanno avuto paura di starci accanto e di sostenere la nostra famiglia nei momenti più difficili. Non importa quanto forti possiamo apparire, ci sono momenti in cui tutto ciò di cui abbiamo bisogno è sapere che siamo necessari e che non siamo soli" ha dichiarato la famiglia della bimba.

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