Pedofilo rilasciato su cauzione torna a vivere nella sua casa davanti al parco giochi, polemica nel Regno Unito
Ha scattato migliaia di foto a donne e bambini e poi ha usato l'intelligenza artificiale per trasformarle in immagini pornografiche e pedopornografiche. Zafer Dogan, 32 anni, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di carcere a Londra. Ora però è stato rilasciato su cauzione ed è tornato a vivere nel suo appartamento che si trova davanti a un parco giochi.
Il caso ha fatto scoppiare la polemica nel Regno Unito. I pubblici ministeri hanno tentato per tre volte di ottenere la custodia cautelare in carcere dopo la sua dichiarazione di colpevolezza, ma a Dogan è stata ripetutamente concessa la libertà su cauzione dai tribunali, permettendogli di tornare nel suo appartamento a Enfield, zona a Nord di Londra.
La polizia ha rinvenuto sul suo telefono oltre 5mila fotografie di donne e ragazze ignare, molte delle quali scattate dalla finestra della sua camera da letto, mentre altre ritraevano vittime che aveva seguito nei dintorni. Tra le immagini c'erano foto di bambini che giocavano, che passeggiavano con i genitori o che andavano e tornavano da scuola.
Dogan ha poi utilizzato l'intelligenza artificiale per trasformare 33 foto di donne e due di bambine di 7 e 13 anni in immagini sessualmente esplicite. Il suo rilascio anticipato ha suscitato sdegno tra le famiglie delle vittime, che affermano di essersi sentite "abbandonate" dal sistema giudiziario.
La madre della 13enne ha detto di essersi sentita "come se avesse ricevuto un pugno nello stomaco" ed è scoppiata in lacrime in tribunale mentre raccontava di come la sua famiglia abbia dovuto lasciare la sua casa e ora viva in un alloggio temporaneo.
"Mi sento come se fossimo in fuga, eppure non siamo noi i colpevoli di reati sessuali. Dogan continua a vivere la sua vita come se nulla fosse, mentre le nostre vite sono cambiate per sempre", ha spiegato. "Come può un tribunale riportarlo così vicino alle sue vittime?".
"Non mi sembra giusto che, siccome è un pedofilo e ha scelto di abusare di mia figlia, mia figlia, una vittima, debba cambiare tutto. Come può essere giusto? Non ha fatto niente di male", ha scritto invece la mamma della bambina di 7 anni in una dichiarazione letta dal pubblico ministero Sarah Gabay.
Sulla stessa lunghezza d'onda Mark Rowley, comandante di Scotland Yard, la Polizia della capitale britannica, che ha apertamente messo in dubbio l'operato della magistratura nella circostanza deplorando l'impatto sulla fiducia della comunità nella giustizia e il rischio di veder vanificato il lavoro d'indagine dei suoi agenti.
"Le decisioni sulla cauzione, in definitiva, hanno privilegiato gli interessi del reo rispetto alla sicurezza e alla tranquillità delle vittime", ha detto Rowley.
Una portavoce del governo laburista di Andy Burnham ha a sua volta espresso riserve, sottolineando come la legge preveda che "la cauzione sia concessa solo se necessaria e proporzionata, nonché nel rispetto della protezione delle vittime".