Confermata la custodia cautelare per l'attivista egiziano Patrick Zaky, in carcere da quasi un anno con l'accusa di propaganda sovversiva su internet. La sua legale già si era dichiarata scettica la sera prima del nuovo verdetto, non volendosi però dilungare oltre sulla possibilità di una scarcerazione per il 29enne arrestato in circostanze controverse lo scorso febbraio. A comunicare la proroga della carcerazione di altri 15 giorni è stata, all'ANSA, una sua legale, Hoda Nasrallah.

A Fanpage.it la sorella Marise Zaky, nonostante le previsioni avverse, si è dichiarata speranzosa. "Speriamo che anche la crescente attenzione mediatica su di lui favorisca il rilascio" aveva detto nella serata di ieri 18 gennaio 2021. Così però non è stato: Patrick dovrà restare in carcere per altri 15 giorni. Attualmente si trova nel braccio indagati del carcere cairota di Tora. La famiglia si era già dichiarata preoccupata per i suoi problemi di salute, in particolare per il dolore alla schiena dovuto alle notti trascorse per terra e l'attivista, durante gli incontri con i genitori, aveva detto di essere consapevole di trovarsi in carcere a causa del suo impegno per la tutela dei diritti umani.

Le dichiarazioni di Amnesty International

"Sulla vicenda di Patrick Zaky si stanno stratificando crudeltà una dietro l'altra – ha dichiarato Riccardo Noury di Amnesty International Italia -. Non solo undici mesi di detenzione illegale e arbitraria senza processo e senza poter contestare le prove, ma anche dieci ore bloccato in aula nel giorno in cui avrebbe dovuto tenersi l'udienza. Lo hanno lasciato lì anche quando il suo caso era stato trattato perché bisognava trattare tutti gli altri".

Dieci ore senza mangiare e senza andare in bagno per il giovane attivista secondo Riccardo Noury. Nella giornata del 18 gennaio 2021 i giudici avrebbero dovuto comunicare l'esito dell'udienza, ma il tutto è slittato.

La scarcerazione dei 3 dirigenti di Eipr

I tre dirigenti dell'ong Eipr arrestati al Cairo furono scarcerati in seguito alla grande mobilitazione internazionale. Gasser, Karimi e Basheer sono stati lasciati andare dalla prigione di Tora, mentre Patrick aveva dovuto restare in carcere per altri 45 giorni con l'accusa di propaganda sovversiva.  I quattro facevano parte della stessa associazione per i diritti umani ma Zaky, accusato da un anno con prove che non sono però riconducibili a lui, ha dovuto continuare la sua prigionia nel carcere di Tora in attesa di una sentenza definitiva.

Eipr era nel mirino delle autorità egiziane a causa dei presunti rapporti con l'organizzazione integralista islamica della Fratellanza musulmana. I tre erano stati arrestati con l'accusa di terrorismo dopo aver incontrato nella loro sede gli ambasciatori in Egitto di 13 Paesi, tra i quali l'Italia. Per il loro rilascio si era mobilitata l'intera comunità internazionale.

La cittadinanza onoraria

A Patrick è stata concessa la cittadinanza onoraria di Bologna. Il sindaco Virginio Merola ha dichiarato a Fanpage.it che l'onorificenza è stata un'azione per ricordare alla comunità internazionale la prigionia del giovane attivista, definito come "un figlio di tutti noi". La speranza era quella di poter consegnare la targa al giovane Patrick o alla sua famiglia. "Vogliamo che Zaky torni a studiare in quella che ormai era diventata la sua casa a tutti gli effetti – ha dichiarato il sindaco Merola -.Questa è ancora una volta una battaglia all'altezza della tradizione della città.