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Paramedico palestinese ucciso a Gaza: “Rischiava la vita per salvare gli altri”

Ucciso a Gaza il paramedico Hamdouna. È tra gli oltre 1.500 operatori sanitari morti nella Striscia. Da tempo per le Nazioni Unite si sta mettendo in atto un vero e proprio “medicidio”
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Operatori sanitari e parenti pregano accanto ai corpi di Abdul Rahman Hamdouna e Mohammed Abu Shawq
Operatori sanitari e parenti pregano accanto ai corpi di Abdul Rahman Hamdouna e Mohammed Abu Shawq

Continua la strage di paramedici e personale sanitario a Gaza. L'ultima vittima è Abdul Rahman Hamdouna, 31 anni, ucciso la sera dell'8 marzo scorso mentre stava raggiungendo la sua famiglia per rompere il digiuno del Ramadan.

Hamdouna è uno degli oltre 1.500 operatori sanitari uccisi nella guerra in corso nella Striscia. Tra questi, dieci sono morti durante il cessate il fuoco. Nel corso dell'attentato in cui ha perso la vita il paramedico è stato ucciso anche lo psicologo Mohammed Abu Shawq. I funerali di entrambi sono stati celebrati il 9 marzo davanti a quello che resta dell'ospedale Shifa di Gaza City, diventato col tempo il simbolo degli attacchi agli operatori della salute palestinesi.

Dall'inizio dell'invasione israeliana del 7 ottobre, Hamdouna prestava servizio come autista volontario di ambulanze ed era ben consapevole dei pericoli a cui andava incontro. Lo ha spiegato Hosny Hamdouna, padre della vittima rifugiato in Egitto: "rischiava la vita per aiutare i feriti", è la sua testimonianza riportata dal Guardian. Nonostante il cessate il fuoco, il numero dei morti nei raid israeliani resta molto alto: "Non c'è nessun cessate il fuoco – ha detto il padre di Hamdouna – Sono solo chiacchiere, per i media".

La sera della morte, Hamdouna stava andando a raggiungere i suoi sei fratelli e i genitori per l'iftar, il pasto serale del Ramadan. Si tratta di uno dei momenti più importanti per la fede islamica che tradizionalmente si trascorre in famiglia in un clima conviviale, uno dei pochi rimasti nella Striscia sotto assedio.

A casa lo stavano aspettando anche i due figli piccoli la moglie che, non vedendolo arrivare, ha iniziato a preoccuparsi. I fratelli di Hamdouna lo hanno chiamato più volte sul telefono, ma dall'altra parte non c'era risposta né segnale. La speranza che il cellulare fosse semplicemente scarico sono state distrutte con la chiamata dall'ospedale dove era arrivato il corpo del paramedico.

La denuncia delle Nazioni Unite: "A Gaza è in corso un ‘medicidio'"

Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute palestinese, il bilancio complessivo delle vittime della guerra iniziata il 7 ottobre, ha raggiunto quota 72.133. La situazione non è migliorata neanche dopo il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Da quella data 648 palestinesi sarebbero stati uccisi e 17.728 persone sarebbero state ferite.

Per le Nazioni Unite, quello in corso a Gaza è un "medicidio": "Gli operatori sanitari e assistenziali sono stati continuamente presi di mira, detenuti, torturati e ora, come il resto della popolazione, stanno soffrendo la fame", hanno affermato in una nota congiunta Tlaleng Mofokeng, relatore speciale sul diritto alla salute, e Francesca Albanese, relatrice speciale per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.

Secondo gli osservatori dell'Onu, si tratterebbe di "attacchi deliberati contro gli operatori sanitari e assistenziali e contro le strutture sanitarie". Una "grave violazione del diritto internazionale umanitario".

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