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Opinioni

Ora la destra ha scoperto la bellezza dei diritti e del dissenso (ma solo in Iran e in Venezuela)

Dopo anni passati a parlare di decreti sicurezza, di dissenso da reprimere, di femminismo da combattere, di diritti da non estendere, la destra si scopre improvvisamente amica di giovani, donne e attivisti. Peccato non siano i nostri.
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Finalmente Donald Trump dice di continuare a manifestare contro un potere autoritario e repressivo ai ragazzi che nelle piazze assaltano le moschee e danno loro fuoco.
Ragazzi iraniani, s’intende.

Finalmente Matteo Salvini dice che sta dalla parte dei diritti e della libertà delle donne, contro le ingerenze della religione e dei suoi sacerdoti.
Donne iraniane, s’intende.

Finalmente i media fanno la conta dei morti di chi si ribella all’oppressione, mostrando i segni della violenza e i sacchi neri dei cadaveri per strada, senza mettere in dubbio la versione dei manifestanti e degli oppressi.
Manifestanti iraniani, s’intende.

Finalmente Ursula Von der Leyen parla di sanzionare economicamente, come minimo, chi opprime e reprime brutalmente i più deboli e gli indifesi.
Deboli e indifesi iraniani, s'intende.

Finalmente sentiamo parlare della bellezza di una civiltà secolare in cui la religione non deve avere ingerenze di alcun tipo nella vita politica.
Vita politica iraniana, s’intende.

Finalmente nei talk show di Retequattro parlano con empatia e compassione di coloro i quali scappano dal loro Paese a causa di condizioni materiali devastanti. Migranti economici, insomma.
Migranti economici venezuelani, s’intende.

Finalmente la destra dopo anni di prigioni "di cui buttare via le chiavi", di decreti sicurezza, di migranti "da rimandare a casa loro", di dissenso da reprimere, di blocchi stradali da sanzionare col carcere, di radici cattoliche e cuori immacolati di Maria da difendere con la cappa e con la spada, ha deciso di cambiare registro.

Ovunque, ma non da noi. S’intende.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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