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Conflitto in Ucraina
3 Ottobre 2022
17:00

Olena Zelenska, first lady dell’Ucraina: “I russi uccidono i nostri figli, impossibile negoziare”

L’intervista della First Lady Olena Zelenska a 60 minutes dell’americana Cbs News: “I russi ci minacciano e uccidono i nostri figli. Hanno distrutto le nostre scuole. Non possiamo negoziare”.
A cura di Ida Artiaco
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"Non voglio proprio esprimere opinioni politiche. Non è il mio ruolo. Ma immaginate una situazione in cui siete stati attaccati da dei banditi. Vi minacciano, uccidendo i vostri figli. E qualcuno [suggerisce] forse, sarebbe meglio negoziare? È impossibile ora. Ma questa è solo la mia opinione di cittadina ucraina".

A parlare è Olena Zelenska, 44 anni e da 19 moglie del presidente ucraino Zelensky, che in una lunga intervista rilasciata all'americana Cbs News e andata in onda domenica, ha spiegato cosa sta succedendo nel suo Paese dopo l'invasione della Russia cominciata alla fine dello scorso febbraio.

"Abbiamo migliaia di morti. Centinaia di bambini sono morti – ha detto la First Lady -. I russi cercano di spaventare le persone per farle scappare, per svuotare città e villaggi e occupare questi territori".

Per Zelenska quello che i russi stanno mettendo in atto in Ucraina è terrorismo: "La guerra viene condotta con mezzi moderni, ma dal punto di vista morale ed etico siamo nel Medioevo", ha aggiunto. "Il mondo ha guardato, mentre l'Ucraina ha perso intere città. Quasi 500 ospedali e cliniche sono stati colpiti. Le scuole sono devastate, in particolare 150 sono state completamente distrutte e 900 danneggiate. Circa 3.500 scuole funzionano solo online, perché non possono ricevere gli studenti e perché i genitori hanno paura di mandare i loro figli fuori casa".

Ma, ha continuato la First Lady, "noi combatteremo. Non rinunceremo ai nostri figli. Non so come possiamo perdonare una cosa simile. Non credo che lo faremo. Ma stiamo diventando più forti".

Alla domanda su cosa pensa accadrà nel futuro, Zelenska ha risposto: "In questi mesi abbiamo visto che l'essere umano è al centro di tutto. Questo è ciò che ci rende diversi dall'aggressore. Noi contiamo ogni persona che è morta e vogliamo che tutti ancora in vita si sentano sicuri e abbiano l'opportunità di vivere serenamente. Questo è ciò che sogniamo. È così che vogliamo vedere il nostro Paese in futuro".

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