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Conflitto in Ucraina
7 Marzo 2022
07:46

Oggi il terzo round di negoziati tra Russia e Ucraina, l’orario e le richieste di Putin e Zelensky

Oggi si terrà il terzo round di negoziati tra Russia e Ucraina. La delegazione di Mosca è già arrivata nella foresta della Regione bielorussa di Brest, dove si sono tenuti i primi due incontri, mentre quella ucraina è in viaggio. La trattativa dovrebbe cominciare alle 15 orario italiano.
A cura di Tommaso Coluzzi
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È il giorno del terzo round di negoziati tra Russia e Ucraina. C'è la conferma da parte della delegazione russa, arrivata nella foresta di Belovezhskaya Pushcha, nella regione di Brest in Bielorussia dove si sono svolti anche i primi due negoziati. L'incontro era previsto alle 15 ora di Mosca – 13 ora italiana – ma la delegazione ucraina in un tweet ha fatto sapere che si comincerà alle 16 orario di Kiev, perciò 15 orario italiano. Insomma, se ne parla nel primo pomeriggio e probabilmente si andrà avanti fino a sera. In origine doveva esserci un nuovo incontro nel fine settimana, ma – secondo la versione di Mosca – gli ucraini avrebbero preso tempo. Secondo quanto trapela, da Kiev volevano capire se i russi avrebbero rispettato il cessate il fuoco e permesso l'evacuazione dei civili con i corridoi umanitari. L'accordo era arrivato alla fine del secondo round di negoziati. Ma, come sappiamo, i militari russi non l'hanno rispettato, continuando a bombardare. Poi – oggi in mattinata – i russi hanno aperto dei corridoi umanitari, ma è scoppiata la polemica con Kiev visto che conducono principalmente in Russia e Bielorussia.

Durante il weekend, precisamente nel tardo pomeriggio di sabato, sono arrivate conferme da entrambe le parti che l'incontro si sarebbe tenuto oggi. Prima il ministro degli Esteri russo ha attaccato gli ucraini: "La nostra delegazione era pronta già da venerdì sera per un nuovo round di colloqui con l'Ucraina – ha sottolineato – nell'ottica di consultazioni tra Russia e Ucraina gli interventi di Zelensky non infondono ottimismo". Poi ha insistito: "Aspettiamo informazioni dall'Ucraina sulla data per il terzo round di negoziati".

Nell'arco di poche ore l'agenzia russa Interfax diffonde la notizia: il terzo round di negoziati si terrà lunedì 7 marzo. Poi l'annuncio di Davyd Arakhamia, membro della delegazione ucraina, che conferma la notizia: c'è accordo per lunedì. Quanto ai temi sul tavolo, invece, la priorità di Kiev resta – ovviamente – il cessate il fuoco. Che però Mosca già ha promesso la volta scorsa, senza rispettarlo. L'obiettivo sarà cercare innanzitutto di evacuare quei civili che continuano a morire nelle città di guerra, dove le condizioni umanitarie si stanno aggravando giorno dopo giorno. Basta pensare a Mariupol, senza cibo, acqua ed elettricità da giorni. Difficile che al momento si possa ottenere molto più di una pausa temporanea e cronometrata. Il primo incontro si era concluso con un nulla di fatto, il secondo con un accordo sul cessate il fuoco e i corridoi umanitari non rispettato, dal terzo ci si può aspettare un ulteriore passo avanti di queste dimensioni. Minuscolo, forse.

Intanto, ieri sera, il caponegoziatore ucraino David Arakhamia ha spiegato a Fox News: "Siamo pronti a discutere alcuni modelli non Nato. Per esempio ci potrebbero essere delle garanzie dirette da parte di Paesi come gli Usa, la Cina, la Gran Bretagna, forse la Germania e la Francia". E ha insistito: "Siamo aperti a discutere queste cose in un più largo confronto, non solo in discussioni bilaterali con la Russia ma anche con altri partner". Per quanto riguarda la trattativa con il Cremlino, invece, il caponegoziatore ha annunciato: "Le uniche parti su cui è quasi impossibile essere d'accordo sono la Crimea e le sedicenti repubbliche del Donbass che la Russia insiste che riconosciamo come indipendenti. Questo non è accettabile per la società ucraina".

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