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Nuovo scandalo legato ad abusi sessuali in Argentina: si dimette il vescovo voluto da papa Francesco

Monsignor Gustavo Larranzabal è stato accusato di molestie da una donna. Nonostante questo, il pontefice lo ha difeso strenuamente fino alla fine.
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Nuovo scandalo legato ad abusi sessuali in Argentina. Papa Francesco, nelle scorse ore, ha accettato la rinuncia di monsignor Gustavo Larrazabal dall’incarico di vescovo di Mar de la Plata, che avrebbe dovuto assumere il prossimo 20 gennaio. È il secondo vescovo in pochi mesi che si dimette dall’incarico senza prima assumerlo e, al suo posto, il Papa ha nominato non un nuovo vescovo ma un amministratore apostolico.

La vicenda sta creando imbarazzo in Vaticano, perché il pontefice, che ha più volte preso posizioni nettissime contro gli abusi sessuali, ha difeso fino alla fine la nomina di Larranzabal.

Monsignor Gustavo Larrazabal
Monsignor Gustavo Larrazabal

Monsignor Larranzabal si è dimesso dopo che è infuriata una polemica legata ad accuse di abusi sessuali da parte di una donna nei suoi confronti, nonostante il Vaticano avesse bollato in un comunicato queste accuse come “prive di fondamento” e il prelato avesse ottenuto il massimo sostegno della nunziatura apostolica in Argentina.

Il Vaticano non ha commentato la rinuncia di monsignor Larranzabal, mentre lo stesso nunzio (cioè l’ambasciatore vaticano in Argentina) ha fatto una vera e propria retromarcia emettendo una dichiarazione per la stampa in cui afferma che "al termine di un processo di discernimento e preghiera realizzato con molta coscienza monsignor Larranzabal è giunto alla conclusione che non è opportuno assumere il governo pastorale della diocesi di Mar de la Plata e ha presentato la sua rinuncia a papa Francesco che, con molta comprensione, l’ha accettata".

Nonostante ciò, lo scandalo era ormai troppo evidente e Larranzabal, a cui Francesco ha rinnovato la piena fiducia appena pochi giorni fa, ha fatto un passo indietro. Gli abusi sarebbero avvenuti tra il 2007 ed il 2013, ma con maggiore intensità tra il 2008 ed il 2009. La donna, una cinquantaseienne che ha rifiutato di parlare con la stampa per paura, ha già da tempo presentato formale denuncia alle autorità religiose argentine, e avrebbe dichiarato che la situazione è ben nota negli ambienti cattolici di Mar de la Plata.

Non è la prima volta che un nuovo vescovo scelto direttamente da Francesco si trova al centro di uno scandalo prima ancora di assumere il governo della sede assegnatagli. Questo accade con maggiore frequenza che in passato perché, per prassi, era la Congregazione per i Vescovi, guidata da un cardinale, che proponeva al Papa terne di nomi dopo una fase di indagine in cui si scandagliavano pro e contro di ogni possibile nomina.

Negli ultimi anni, invece, Francesco ha declassato la Congregazione a dicastero, depotenziandolo, e decide nella massima autonomia i nomi dei nuovi vescovi, in molti casi, spesso senza verificare approfonditamente le storie dei candidati.

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