Incredibili verità nascoste si palesano grazie all'ondata di sdegno che fa seguito alla morte di Jan Kuciak, il giovane giornalista slovacco assassinato insieme alla compagna all'interno del loro appartamento nella cittadina di Velka Maca, a 60 chilometri da Bratislava.

I cittadini slovacchi scioccati dall’esecuzione dei due giovani e disgustati dai collegamenti tra il primo Ministro Robert Fico e l’imprenditore calabrese in odore di ‘ndrangheta Nino Vadalà, continuano a vedersi catapultati dal divano di casa direttamente in una spy story internazionale dove all'appello mancano più giornalisti di quanti si pensasse.

Riaperte, almeno formalmente, le indagini relative alla sparizione di Miroslav "Miro" Pejko, un altro giovanissimo collega svanito nel nulla tre anni fa e raccolte nuove testimonianze sulla scomparsa del 2008 di Pavol “Palo” Rýpal, i cittadini slovacchi scendono in massa nelle piazze del paese manifestando la loro sfiducia nello stato e nelle forze dell'ordine.

Le indagini esclusive di Fanpage e il diretto impegno di chi scrive nel cercare la verità per Martina, Jan, Miro e Palo consentono oggi nuove e sconcertanti rivelazioni. In Slovacchia, nell'apatia sociale che un team giornalistico internazionale denuciava già nel 2015, i giornalisti scomparsi sono molti di più di quelli di cui vi abbiamo sino ad ora dato conto.

Il primo giornalista ucciso di una lunga serie

L'ingrato primato di martire del giornalismo investigativo della Repubblica federale ceca e slovacca, spetta a Václav Dvořák, ucciso nell'aprile del 1992 da Bohuslav Hájek, un vile sicario, con licenza da detective, che si nascondeva nei pressi della sua abitazione. Ad investigare sull'assassinio fu un team speciale della polizia di Praga, vecchi mastini come anche nei film se ne vedono pochi. Ci misero anni ma riuscirono a scoprire e provare che a il sicario  era stato assoldato, su presentazione del malavitoso Antonin Běla, da František Mrázek, uno speculatore al quale non piaceva che Bohuslav si interessasse ai suoi sporchi affari. Mrázek, il mandante, marcisce ancora in galera, dove ha svernato a lungo anche il suo guardaspalle, un losco figuro di nome Pavel Šrytr.

Pavel Šrytr
in foto: Pavel Šrytr

Běla il boss ha da tempo lasciato il mondo orfano delle sue nefandezze mentre Hájek è sparito, presumibilmente ammazzato da un altro sicario al soldo di uno dei tanti che voleva evitare che parlasse ancora.

Sabina Slonkova nel mirino del governo

Dieci anni dopo, sempre a Praga, ormai capitale di uno stato separato che però continua a schierare i migliori poliziotti investigativi della vecchia federazione, la realtà è più sorprendente della fantasia consentendo alla coraggiosa collega Sabina Slonkova di scampare alla morte.

Sabina Slonkova
in foto: Sabina Slonkova

La Slonkova che è fortunatamente ancora al lavoro e più agguerrita che mai, era l'inconsapevole bersaglio, addirittura del Segretario Generale del Ministero degli Esteri, Karel Srba. Corrotto e determinato a impedire che la reporter si impicciasse dei suoi ignobili traffici Srba si era rivolto all'amica di famiglia Eva Tomsovicova che attraverso due intermediari aveva assoldato quel bel tipo di Karel Rziepel. Rziepel, detto "Citron", era già un tossico pluri-pregiudicato che in un momento di follia o forse grazie ad un barlume di lucidità si era andato ad autodenunciare.

Karel Srba
in foto: Karel Srba

Il caso fini fortunatamente nelle mani della speciale unita anti-corruzione presso l'alto comando della polizia giudiziaria che, con meticolose indagini ed un pizzico di fortuna, riuscì a documentare le responsabilità di tutte le persone coinvolte. Certi di essere intoccabili Srba e la Tomsicova si fecero beccare con le mani sporche di marmellata, gli sbirri sequestrarono mazzi di banconote per svariati milioni di corone e persino una foto della Slonkova con su scritto "da liquidare" (uccidere). Un risultato incredibile considerata l'inaffidabilità del collaboratore di giustizia, che continua ancora oggi a vivere una vita balorda, dentro e fuori le patrie galere, tra sbronze, sballi, risse e tentati omicidi.

Karel Rziepel AKA "CITRON"
in foto: Karel Rziepel AKA "CITRON"

Che fine hanno fatto Milos e Marcel?

Ma non è finita. Fanpage è in grado di documentare come, nell'indifferenza più assoluta, sono svaniti nel nulla anche i giornalisti slovacchi Miloš Geško e Marcel Samuhel.

Milos usci di casa a capodanno del 1985 ed è lui il primo giornalista slovacco scomparso e quasi sicuramente ucciso visto che ficcava il naso nelle ruberie relative alla costruzione della diga di Gabčíkovo. Marcel,  un ex monaco francescano che da giornalista investigava su un suicidio che sospettava nascondere loschissime trame, si sarebbe invece perso in un bosco nel 1993.

Delle loro storie, di quello che Fanpage è riuscita a scoprire sulle loro investigazioni, della necessità di dare verità e pace alle famiglie dei nostri colleghi scomparsi, vi parleremo nei prossimi giorni con un altro articolo esclusivo nel quadro della nostra inchiesta sui giornalisti slovacchi che mancano all'appello.