E' di almeno 31 persone il bilancio delle vittime di due attacchi suicidi attribuiti ai terroristi islamici di Boko Haram a Damboa, nel nord est della Nigeria. Lo rende noto la Bbc online: i fatti si riferiscono alla giornata di domenica. L'attacco è stato compiuto poche ore dopo che il capo dell'esercito nigeriano, il generale Tukur Buratai, aveva rassicurato la popolazione sull'assenza di minacce da parte dell'organizzazione estremista islamica affiliata all'Isis, rassicurazione giustificata da un'offensiva militare portata avanti negli ultimi mesi per liberare dai ribelli l'area di Borno e la regione del lago Ciad.

Un funzionario del governo locale, la cui testimonianza in forma anonima è stata raccolta da Le Monde, ha reso noto che gli attentati suicidi sono stati compiuti materialmente da bambine di età compresa tra i 7 e i 10 anni, "le cui teste sono state trovate sul luogo della tragedia dai soccorritori". Babakura Kolo, funzionario delle forze di sicurezza, ha aggiunto che gli attacchi terroristici sono stati compiuti prendendo di mira le persone che avevano appena festeggiato il festival Eid el-Fitr, celebrando la fine del Ramadan. I miliziani di Boko Haram hanno imbottito di esplosivo sei bambine, contando sul fatto che sarebbero riuscite a varcare più facilmente i controlli attuati dalla polizia.

Sempre stando a quanto rivelato dopo il doppio attentato suicida i jihadisti hanno preso di mira la folla che si era radunata sul luogo degli attacchi per prestare soccorso ai feriti; a quel punto sono state fatte esplodere delle granate, che hanno ulteriormente aggravato il bilancio dei morti. Le trentuno vittime finora accertate rischiano di essere ancora un numero provvisorio: molti dei feriti infatti sono ricoverati in condizioni disperate e le possibilità che non ce la facciano sono estremamente alte.