Cinquecento persone di tutte le età, e tutte di sesso maschile, sono stati tratti in salvo dalla polizia che ha fatto irruzione un edificio della città di Kaduna, in Nigeria: quando gli agenti sono entrati sono rimasti senza parole nel vederli tutti incatenati, bambini compresi, e con evidenti segni delle torture subite.  Secondo il portavoce della polizia Yakubu Sabo l'edificio ospitava una scuola islamica e sette persone (otto secondo quanto riferisce la Bbc) sono state arrestate: si tratta del responsabile e di sei membri dello staff. "Abbiamo trovato circa 100 studenti, bambini che avevano anche 5 anni, in catene, stipati in una sola piccola stanza. Stiamo attualmente dandogli cibo, sono tutti denutriti". "Abbiamo identificato alcuni bambini provenienti dal Burkina Faso, altri erano arrivati con i genitori dal nord del Paese", ha aggiunto.

L'istituto, il cui scopo dichiarato era quello di rieducare tramite l'apprendimento del Corano adulti e bambini coinvolti in episodi di microcriminalità, era stato segnalato da alcuni vicini che si erano insospettiti. L'edificio si trova nella zona Rigasa della città di Kaduna.  Molti degli studenti soccorsi avevano cicatrici sulla schiena e gravi ferite. La polizia ha trovato una "stanza di tortura", dove gli allievi venivano appesi alle catene e picchiati quando gli "educatori" ritenevano che avessero commesso un errore. "Sono stati portati in uno stadio di Kaduna durante la notte per essere curati, stiamo cercando le loro famiglie", ha dichiarato il capo della polizia di Kaduna, Ali Janga. Le autorità nigeriane hanno assicurato che i quasi 500 prigionieri liberati saranno sottoposti esami medici e psicologici. Le scuole islamiche, anche note come Almajiris, sono comuni in tutto il nord musulmano della Nigeria, un paese diviso in modo più o meno uniforme tra seguaci del cristianesimo e dell'Islam.