Nepal, ondata di centinaia di alluvioni e frane causa 27 vittime in 4 giorni, il video

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In appena 4 giorni, tra il 24 e il 27 settembre, in Nepal si sono registrati oltre 500 eventi di grave dissesto idrogeologico, la maggior parte dei quali rappresentati da smottamenti di terreno che hanno travolto interi villaggi. Il bilancio è di almeno 27 morti, ma molti sono ancora i dispersi.

A un mese di distanza dalla devastante alluvione lampo che il 26 agosto scorso ha provocato migliaia di vittime in Nepal, il paese asiatico si trova ad affrontare un'altra catastrofe naturale. Una nuova e violenta ondata di piogge ha innescato centinaia di frane ed esondazioni, provocando almeno ventisette morti e lasciando diverse persone ancora disperse.

I fatti si sono verificati tra il 24 e il 27 settembre: in quella manciata di giorni si sono registrati oltre cinquecento eventi di grave dissesto idrogeologico in tutto il Paese, la maggior parte dei quali rappresentati da smottamenti di terreno che hanno travolto interi villaggi. Particolarmente gravi sono stati i crolli di roccia e fango che hanno isolato diverse comunità, provocando anche l'interruzione della circolazione su decine di ponti e bloccando temporaneamente il corso di fiumi importanti come il Marsyangdi e il Kaligandaki, con il rischio concreto di creare bacini d'acqua artificiali pronti a esondare a monte.

L'emergenza è stata scatenata da un potente sistema di bassa pressione formatosi sul Golfo del Bengala, che ha scaricato a terra quantità eccezionali di acqua. In alcune località le centraline di monitoraggio hanno registrato picchi superiori ai cinquecento millimetri di pioggia in pochissime ore. Di fronte alla rapidità dell'ondata di maltempo, la macchina dei soccorsi ha dovuto agire con la massima urgenza, mobilitando l'esercito e la polizia per portare in salvo centinaia di abitanti e turisti rimasti bloccati nelle zone montane più impervie. In diversi casi si è reso necessario l'impiego degli elicotteri per recuperare gruppi di persone isolati dalle frane o circondati dal fango, trasferendo circa duemila residenti verso aree più sicure.

Nonostante l'allerta sia stata in parte mitigata dall'invio tempestivo di quasi un milione di messaggi di testo alla popolazione per avvisare dell'innalzamento dei fiumi, i danni materiali restano enormi e centinaia di famiglie si ritrovano ora senza una casa.

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