L'Europa si prepara al Natale e ad evitare la terza ondata di Coronavirus che potrebbe travolgere il Vecchio Continente a inizio gennaio, come ha avvertito anche l'Organizzazione mondiale della Sanità. Alcuni paesi stanno uscendo in questi giorni dal secondo lockdown per contenere la trasmissione dei nuovi contagi ma i governi, dalla Germania alla Francia, passando per la Spagna, sono già al lavoro per pianificare le feste invernali con ulteriori misure ad hoc per trascorrere qualche giorno insieme ai propri cari non rinunciando alla sicurezza. Ecco, allora, come si stanno preparando gli Stati Ue al Natale e al Capodanno 2020.

Germania

La Germania, che a giorni dichiarerà la fine del lockdown soft varato all'inizio del mese, ha già dato qualche indicazione sulle prossime feste natalizie. Oltre alla chiusura dei famosi mercatini, che torneranno dunque nel 2021, i ministri-presidenti dei Laender tedeschi hanno trovato un accordo per le misure di contenimento per Natale e Capodanno: dal 23 dicembre al primo gennaio sarà possibile ritrovarsi con altri nuclei familiari o altri singoli per un massimo di 10 persone, mentre si invitano tutti i cittadini ad una quarantena preventiva auto-imposta prima delle festività. È quanto emerge dalla bozza del documento che sarà discusso mercoledì prossimo in riunione con la cancelliera Angela Merkel e che contiene, tra gli altri provvedimenti, anche l'apertura delle chiese, pur con distanza sociale, divieto di vendita di fuochi d’artificio, e di assembrarsi in strada la notte di Capodanno per lanciarli, rituale molto amato in Germania.

Francia

Anche in Francia si va verso un allentamento delle misure restrittive dopo un mese di lockdown cominciato a inizio novembre, secondo un piano diviso in tre fasi che comprende anche le feste di Natale. I negozi di attività non essenziali potrebbero riaprire già dal primo dicembre, ma gli alberi di Natale si possono già comprare dal 20 di questo mese, mentre bar e ristoranti dovranno attendere ancora prima di riaprire i battenti. Le chiese potrebbero rimanere chiuse per evitare assembramenti, seppur con obbligo di autocertificazione, è possibile che il coprifuoco venga esteso fino a gennaio. Riguardo agli spostamenti interni, tra le città, o all’estero, il governo non prenderà una decisione definitiva fino alla fine del mese di novembre.

Spagna

In Spagna lo stato d’emergenza, inclusi i coprifuochi notturni, per ora non dovrebbe essere revocato. La Catalogna, però, dal 23 novembre ha iniziato un piano di riapertura a 4 fasi.  Resta in vigore però il coprifuoco dalle 22 alle 6, compreso a Natale e a Capodanno. "Penso che tutti sappiano che questo Natale non sarà come lo scorso. Non possiamo fare finta di niente", ha detto il ministro della Salute Salvador Illa, che ha anche aperto dal 4 al 14 dicembre ad una sorta di "lockdown chirurgico" con aperture e chiusure solo delle zone più a rischio. Il governo avrebbe anche proposto di limitare a sei persone le riunioni familiari e sociali durante le vacanze di Natale, anche se si raccomanda di limitare la partecipazione ai conviventi.

Regno Unito

Di Natale ha parlato anche il premier inglese Boris Johnson, che ha anche annunciato la fine del secondo lockdown nazionale dal 3 dicembre. La riapertura delle palestre e dei negozi non essenziali è prevista subito dopo la fine del blocco, mentre l’apertura per i pub e i ristoranti sarà prolungata di un’ora, fino alle 24. L’idea, quindi, è di valutare la situazione man mano che la vita quotidiana torni alla normalità. O quasi. Resterà anche il coprifuoco serale per salvare il Natale. Al piano del governo britannico ci sarebbe anche un ulteriore piano che prevede la possibilità per massimo tre nuclei familiari di riunirsi dal 24 al 27 dicembre per celebrare insieme le feste, in casa, in spazi pubblici all'aperto e in luoghi di culto, spiegando che in questi giorni sarà anche possibile muoversi per il paese. Le misure dovranno essere approvate da tutte le nazioni del Regno Unito, ma al momento sembra che Scozia e Galles non siano sulla stessa linea di Inghilterra e Irlanda del Nord.