Conflitto in Ucraina
21 Settembre 2022
14:00

Mosca non cambia lo status della guerra in Ucraina dopo parole di Putin: “Resta un’operazione speciale”

Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo il discorso di Putin non cambia lo status di quella che è da Mosca da sempre considerata una operazione speciale: “Non è una guerra”. L’Occidente condanna le parole del presidente russo: “Segno che sta fallendo”.
A cura di Ida Artiaco
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Quella che la Russia sta portando avanti in Ucraina dal 24 febbraio scorso resta una operazione speciale.

Nessuna dichiarazione di guerra, dunque, a Kiev. Al momento nessuna decisione è stata presa da Mosca in merito a un possibile cambiamento dello status dell'operazione militare speciale né sull'imposizione della legge marziale.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il primo a prendere la parola dopo il discorso di questa mattina del presidente Putin, con il quale ha annunciato la mobilitazione parziale e minacciato i nemici dell'Occidente circa un possibile utilizzo della bomba atomica.

Di guerra aveva invece parlato apertamente sempre questa mattina il ministro russo della Difesa Sergey Shoigu, citato dall'agenzia stampa Tass. Non contro l'Ucraina, bensì contro l'Occidente.

"A questo punto siamo veramente in guerra con l'Occidente collettivo, con la Nato o, vice versa, con la Nato e l'Occidente collettivo – ha affermato -. Non ci riferiamo solo alle armi che vengono inviate in grandi quantità. Naturalmente troviamo modi di contrastarle. Abbiamo in mente, i sistemi occidentali esistenti: i sistemi di comunicazione, i sistemi per processare le informazioni, i sistemi di ricognizione e l'intelligence satellitare".

La condanna unanime di Ue e Nato

Non sono ovviamente mancate le reazioni dopo le dichiarazioni in arrivo da Mosca.

L'annuncio del presidente russo, Vladimir Putin, sulla mobilitazione parziale della Russia "è un attacco ai principi fondamentali della comunità internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite e, fondamentalmente, è un attacco contro tutti i Paesi che hanno sottoscritto i principi del diritto internazionale, della sovranità e dell'indipendenza delle nazioni", è stato il commento del portavoce della Commissione europea, Peter Stano, rispondendo alle parole del presidente russo.

Un attacco che però secondo il cancelliere tedesco Scholz, citato da un portavoce, "non è riuscito. È un segnale visibile della grande efficacia dell'Ucraina nella difesa della propria integrità e sovranità, anche grazie al massiccio e forte sostegno arrivato da tanti paesi nel mondo", ha aggiunto.

Del fatto che l'invasione stia fallendo è convinto anche il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace che in una nota ha dichiarato: "Nessuna quantità di minacce e propaganda può nascondere il fatto che l'Ucraina sta vincendo questa guerra, la comunità internazionale è unita e la Russia sta diventando un paria globale".

Sulla questione è intervenuto anche il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, a Radio Immagina, per il quale "il discorso di Putin, così come i referendum annunciati nel Donbass che non saranno mai riconosciuti dalla comunità internazionale, ci dicono che la Russia è in difficoltà ma anche che la guerra può ulteriormente crescere d'intensità, quindi vanno mantenuti tutti gli sforzi per sostenere l'Ucraina e vanno anche incoraggiati i possibili spazi per arrivare ad un negoziato, al cessate il fuoco".

Zelensky: "Putin vuole farci annegare nel sangue dei suoi soldati"

Non è mancato neanche il commento del presidente ucraino Zelensky. Vladimir Putin – ha detto – "vorrebbe che l'Ucraina annegasse nel sangue, ma anche nel sangue degli stessi soldati russi. Il suo discorso non rappresenta nulla di nuovo. Non l'ho nemmeno ascoltato, le sue apparizioni non sono i miei video preferiti. Ho tutte le informazioni di cui ho bisogno".

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