Rapporto Onu su Gaza, il giurista Daniele: “I militari facevano il tiro al bersaglio sui bimbi, è genocidio”

La commissione di inchiesta indipendente delle Nazioni Unite che si sta occupando di Gaza ha lanciato l'allarme sulle continue uccisioni di bambini da parte delle forze armate israeliane, nonostante il cessate il fuoco in vigore nella Striscia. Secondo la commissione l'Idf sta "prendendo deliberatamente di mira e uccidendo i bambini palestinesi nella Striscia, cancellando la loro infanzia". Secondo gli esperti dell'Onu gli attacchi deliberati ai bambini che stanno avvenendo a Gaza mirerebbero la stessa esistenza di una generazione e quindi la loro possibilità di vivere in futuro.
Un'accusa gravissima che si aggiunge alle tante altre che continuano a piovere sul governo israeliano per i crimini di guerra commessi, e che si stanno ancora commettendo, a danno della popolazione civile palestinese. Abbiamo chiesto un commento sul rapporto della commissione d'inchiesta al giurista Luigi Daniele, autore di "Il diritto del più forte" e docente presso l'Università del Molise, esperto di diritto dei conflitti armati e attento osservatore su quanto avviene in Palestina.
La commissione indipendente d’inchiesta dell’Onu su Gaza ha parlato di una eliminazione sistematica dei bambini da parte dell’esercito israeliano. Cosa si sostiene esattamente?
Per la prima volta la Commissione, nella sua nuova composizione, dedica un intero rapporto alle conseguenze dell'assedio israeliano di Gaza sui bambini palestinesi. È doveroso ricordare che stiamo parlando di un vero e proprio infanticidio di massa di bambini di pochi anni di vita, senza precedenti nei conflitti armati di questo secolo. Le ultime liste delle vittime identificate suscitano raccapriccio: 953 neonati al di sotto di un anno di vita, 943 di un anno, 972 di due anni, 899 bambini di tre anni, 868 di quattro anni, 985 di cinque anni, 924 di 6 anni. Da 0 a 6 anni, 6.544 bambini sterminati. Per una idea comparativa, il totale di bambini della stessa fascia di età uccisi in Ucraina dall'inizio della guerra, già di per sé dato orrendo, è di 56. La Commissione analizza una vasta mole di evidenze pubbliche e testimonianze dirette, ad esempio di medici, sia palestinesi che di paesi terzi, inclusi medici ebrei americani. Queste evidenze e testimonianze, già note alla stampa internazionale, documentano centinaia di casi di infanti uccisi da proiettili di cecchini e droni, i cui corpi mostravano ferite letali alla testa, al petto, o entrambi. È militarmente impossibile che si spari due volte a un bambino, con proiettili di precisione diretti a organi vitali, per errore. Questo è solo un esempio tra molti del perché la Commissione è costretta a prendere atto del fatto che si sia trattato di schemi di attacchi diretti intenzionalmente a bambini, smentendo completamente la propaganda secondo cui le IDF non prendono di mira civili intenzionalmente. Lo hanno fatto su larga scala, contro la parte più vulnerabile ed essenziale per la sopravvivenza del gruppo nazionale palestinese a Gaza.
Sarebbe dunque una nuova prova del genocidio, la cancellazione dell’infanzia, quali storie e prove vengono portate a supporto ?
Le testimonianze concordanti sono moltissime, faccio un esempio. Diversi medici internazionali presenti a Gaza raccontano di aver ricevuto, per trattamento urgente e salvavita, lo stesso bambino più volte. Un giorno con una ferita a un arto, il giorno dopo con una ferita a un altro arto, qualche giorno successivo con una ferita al busto, e così via. Oppure raccontano di aver ricevuto in cura nello stesso giorno bambini dello stesso quartiere di Gaza che esibivano tutti le stesse ferite alla stessa parte del corpo. La deduzione che fanno i medici è inevitabile, ovvero che ci fossero dei plotoni di istanza a Gaza che utilizzavano le parti del corpo di questi bambini per pratiche di tiro al bersaglio. Tragicamente non è la prima volta che si hanno testimonianze di questo tipo. Le conseguenze del condizionamento ideologico per la disumanizzazione totale di ogni palestinese di Gaza sono queste. Lo hanno del resto raccontato gli stessi militari israeliani turbati dalle azioni dei propri plotoni ai giornali israeliani. Le condotte di genocidio non si limitano all'eliminazione fisica di un gruppo etnico ma anche all'inflizione di gravi lesioni all'integrità fisica e psichica dei membri del gruppo, quello che emerge dal rapporto Onu è una generazione intera di mutilati, a Gaza c'è la più alta percentuale di bambini mutilati al mondo. Dovremmo iniziare a considerare il livello di traumatizzazione di massa di circa 1 milione di bambini presenti a Gaza. Come ha ricordato Francesca Albanese è una tortura nei confronti di un gruppo umano.

Nel diritto dei conflitti armati come si definisce questo tipo di crimine ?
Ogni attacco ai civili è in sé per sé un crimine di guerra, già punibile dalla corte penale internazionale e dal diritto domestico di tutti i paesi del mondo. Il problema è la sistematicità di questi crimini. Israele ha parlato in maniera ridondante, davanti a migliaia di bambini uccisi, di uso dei minori come scudi umani o di danni collaterali. La commissione dimostra, convalidando le analisi di molti giuristi, che ciò che conta è la certezza virtuale che i bombardamenti con il tipo di ordigni usati in aree la cui densità è ben conosciuta dagli israeliani, non potevano non comprendere anche stragi di bambini. A questo si aggiungono le condizioni di vita che impattano in maniera fortissima sull'infanzia a Gaza. L'insieme di tutti questi elementi fa emergere la volontà di eliminazione del gruppo etnico palestinese, ed è questa la configurazione del crimine di genocidio. Un ulteriore esempio che può essere fatto riguarda le conseguenze dell'assedio a Gaza, la negazione del cibo, la diffusione di malattie, l'assenza di farmaci e di acqua per bambini. Il rapporto parla del numero altissimo di aborti spontanei, di nascite premature, di bambini morti anche per le condizioni di fame e igienico sanitarie altissima.
Ci sono similitudini con altri conflitti più recenti ?
In epoca contemporanea non abbiamo precedenti sull'imposizione di questa tortura di massa contro i civili. Una delle campagne di bombardamenti più feroci del nostro tempo, quella americana in Iraq, uccise circa 12.000 civili in totale in un anno, e rimase anti modello del rispetto dei civili per un decennio. Quel numero totale di morti, corrisponde al dato dei soli bambini uccisi a Gaza in 8 mesi.
Israele parla di calunnie, secondo lei qual è il peso delle prove che smentisce la versione vittimistica delle autorità israeliane?
Israele, con i soliti toni calunniosi e diffamatori contro ogni istituzione terze e imparziale, in realtà riproduce le stesse argomentazioni giustificatorie che utilizza sin dalle prime stragi di civili. In realtà, il ridondante riferimento a bambini usati come scudi umani, di cui poi non si capisce il numero, e a bambini uccisi e mutilati come ‘legittimi danni collaterali' è un modo di proiettare nel diritto dei conflitti armati la propria ideologia eliminazionista: qualsiasi cosa si infligga al gruppo vittima, è colpa del gruppo vittima. Si prova a capovolgere il meccanismo legale di attribuzione delle responsabilità. Se io uccido 100 bambini in un solo bombardamento, consapevolmente, non è colpa mia. È colpa dei bombardati, che non si sono collocati altrove. Così uno degli eserciti più ricchi e tecnologicamente avanzati al mondo è stato anche costruito come il meno responsabile al mondo, e nella storia recente, per le proprie stragi deliberate. Queste maldestre apologie ormai convincono solo il sionismo revisionista e avranno sempre meno peso nel dibattito e nelle corti internazionali.
Il lavoro della commissione indipendente può portare, al di là di ogni dubbio, all’acquisizione di prove che definiscano responsabilità soggettive su quanto accaduto a Gaza?
Lo standard probatorio che usa la commissione è quello dei "ragionevoli motivi di ritenere". Per arrivare alla conclusione "oltre ogni ragionevole dubbio" sarà necessaria la sentenza di merito della corte di giustizia. Ma il nesso tra la futura sentenza e questi accertamenti è molto stretto, anche la corte internazionale di giustizia è un organo delle Nazioni Unite, e certamente non potrà non tenere conto le conclusioni dei diversi rapporti della commissione d'inchiesta. Siamo davanti a una concordia schiacciante di tutti gli attori internazionali e anche degli attori non governativi per i diritti umani, inclusi quelli israeliani, sulla commissione di un genocidio. L'idea che ogni singolo attore, ogni singola istituzione, ogni singola organizzazione, ogni singola corte che prende atto dell'abisso di ferocia che tutti abbiamo visto dispiegarsi, sia animata da antisemitismo o odio anti israeliano è ormai un mantra ideologico che può convincere solo l'elettorato di Smotrich e Ben Gvir. Ma che ci siano forze politiche e settori dei media che continuano ad accreditare questa ipotesi, è una delle ulteriori macchie che accompagneranno questo genocidio.