Mamma accusata di aver rapito in strada il presunto bullo 11enne di sua figlia per imporgli di chiedere scusa

Una dona statunitense è stata accusata di aver rapito in strada il presunto bullo di sua figlia, un ragazzino di soli 11 anni, per costringerlo a chiedere scusa alla minore. I fatti nella cittadina di Provo, in Utah, dove la madre 40enne è stata incriminata dalla polizia locale dopo che il minore è tornato a casa e ha raccontato tutto ai genitori facendo scattare la denuncia. La donna, che resta a piede libero e si proclama innocente, deve ora rispondere dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti aggravati su minore.
I fatti contestati risalgono al settembre del 2025 quando, secondo i documenti del tribunale, la donna si è messa in auto alla ricerca del bambino di 11 anni incrociandolo mentre andava in bici. A questo punto lo avrebbe costretto a salire a bordo portandolo a casa sua. La polizia ha affermato che la 40enne pensava che il minore stesse bullizzando da tempo i suoi figli, alcuni dei quali hanno bisogni speciali, e che lo ha portato a casa sua per costringerlo a chiedere scusa a sua figlia dopo l’ultimo episodio.
Secondo l’accusa, la donna avrebbe minacciato il minore di farlo picchiare dal marito dicendogli che era fortunato che non lo avesse investito la bicicletta. Dopo avergli imposto di chiedere scusa, infine lo avrebbe riaccompagnato a casa. Un atteggiamento che, secondo l’accusa, ha provocato nel minore stati di ansia e disagio emotivo.
Accuse che la 40enne rigetta con fermezza confermando però che i suoi figli, alcuni dei quali disabili, sarebbero stati vittime di bullismo da parte dell’undicenne che lei avrebbe semplicemente redarguito. "Neghiamo fermamente le accuse contenute nel provvedimento. Riteniamo che tali accuse derivino da un bambino problematico e siano inaccurate. Non vediamo l'ora di presentare le prove relative alle ripetute difficoltà che i figli della nostra cliente hanno affrontato a scuola, compresi gli sforzi continui della dirigenza della scuola elementare per contrastare il bullismo e mantenere un ambiente sicuro" hanno spiegato i suoi legali.
La madre dell’undicenne però dà una versione differente e spiega che tutto sarebbe nato da tensioni crescenti tra i due minori coetanei e che è suo figlio ad aver subito continue molestie. Secondo la donna, le attenzioni della ragazza nei confronti di suo figlio erano diventate eccessive per lui che per essere lasciato in pace l’avrebbe apostrofata con un commento scortese che avrebbe fatto scattare la reazione della madre della minore.