L’avvocato di una sopravvissuta a Crans-Montana: “Alcolici ai minori? Nel locale si fumava anche, abbiamo le prove”

Nel bar Le Constellation di Crans-Montana si fumava al di fuori delle zone riservate. È quello che emerge da un video che Fanpage.it ha potuto visionare e che smentirebbe le dichiarazioni rilasciate sino ad ora da Jessica e Jacques Moretti durante gli interrogatori. Le immagini mostrano i giovanissimi clienti fumare vicino al bar del locale la notte di Capodanno durante la quale sono morte 41 persone, la maggior parte di età compresa tra i 14 e i 24 anni.
Nel video girato il 31 dicembre si vede la cameriera Cyane Panine mentre porta ai tavoli le bottiglie di champagne con le candele pirotecniche, proprio queste, secondo gli inquirenti, avrebbero fatto da innesco per l'incendio a contatto con il soffitto in poliuretano. Intorno a lei ci sono ragazze e ragazzi giovanissimi, tra cui alcuni con la sigaretta elettronica.
La zona in cui è stata fatta la ripresa è quella tra il biliardo e il bar nel seminterrato, molto lontana dal fumoir, l'area del locale dove secondo la legge svizzera dovrebbero ritrovarsi le persone durante la pausa sigaretta.

Il dettaglio del fumo nel piano seminterrato getta nuova luce sulla gestione della sicurezza da parte dei proprietari del Constellation, i coniugi Moretti, al momento iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo dalla Procura del Cantone svizzero insieme al capo della sicurezza del Comune e al suo predecessore.
Jessica, la notte della tragedia era presente al bar, mentre il marito si trovava in un altro dei loro locali ed è arrivato solo dopo lo scoppio dell'incendio. Alla domanda diretta degli inquirenti sulla sala fumatori la donna risponde in maniera affermativa, negando che i clienti quella notte avessero fumato altrove: "Il bar dispone di una sala fumatori nel seminterrato – si legge nel suo verbale – Solo una cliente è stata vista fumare in un angolo del bar, fuori dall'area fumatori designata. Le è stato chiesto di smettere e l'abbiamo avvertita che se lo avesse fatto di nuovo, le avremmo chiesto di lasciare il bar".
La realtà però sarebbe ben diversa secondo l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della 26enne milanese Sofia. "Abbiamo la prova che invece si fumasse e che venissero dati superalcolici ai minori. Lo sappiamo dalle testimonianze dirette dei giovani ragazzi che assistiamo, e che renderanno quando i nostri assistiti saranno nelle condizioni di poter testimoniare, oltre che dai video".
Alcuni di questi video sono già agli atti della Procura di Roma che ha aperto una indagine specchio parallela a quella svizzera. Le prove raccolte dai magistrati italiani potranno arricchire il fascicolo del Cantone Vallese e gettare nuova luce sulla gestione della sicurezza di quella notte.
"È l'ennesima dimostrazione di una carenza assoluta di controlli – denuncia Ventimiglia – A maggior ragione il fatto che dessero superalcolici a ragazzi così piccoli avrebbe dovuto imporre un supplemento di attenzione e di prudenza nella gestione. Invece c'erano problemi relativi alle porte antincendio, alle uscite di sicurezza, all'utilizzo degli estintori, alle prove di evacuazione. Insomma, un quadro abbastanza desolante che dà l'idea di quanto sia stata gestita in maniera tutta la situazione".