Non solo l'India è alle prese con una nuova devastante ondata di Coronavirus. Anche nel vicino Nepal la pandemia sta diventando esplosiva. È quanto hanno spiegato i medici del paese asiatico, avvertendo che soprattutto nei distretti di confine con l'India la situazione è fuori controllo, con un picco allarmante di nuovi casi e carenza di ossigeno e posti letto per i malati. Come in quello di Banke, vicinissimo allo Stato indiano dell'Uttar Pradesh, che venerdì scorso ha registrato il record di 12 morti in 24 ore, mai così tanti dall'inizio dell'emergenza: qui i sanitari dell'ospedale di Bheri hanno detto che si sta trasformando in una "mini India", con il Coronavirus che si sta diffondendo rapidamente negli ultimi giorni, come riporta il The Guardian. “Siamo in una situazione di impotenza – ha detto al quotidiano inglese Rajan Pandey, il medico capo dell'ospedale -. Ci manca la manodopera infermieristica in ospedale. Nelle ultime due settimane 80 membri del nostro personale sono risultati positivi al Covid-19″.

Per arginare la diffusione del contagio, in particolare della variante indiana, da giovedì scorso la capitale del Nepal Kathmandu è entrata in un lockdown di due settimane, dopo che il ministro della salute, Hridayesh Tripathi, ha avvertito che una seconda ondata stava colpendo il paese, "più contagiosa e letale della prima". Parlando al Nepali Times, Tripathi ha detto che il sistema sanitario del Nepal "non può contenere la pandemia". Finora il Paese al confine con l'India ha fatto registrato un totale di 323.187 casi e 3279 morti per Covid-19, ma i contagi stanno aumentando a una velocità vertiginosa: il picco di ottobre è stato di 5.743 positivi in un solo giorno, numero che è stato quasi superato questo venerdì, quando le infezioni diagnosticate sono state 5.657. Dietro questo rapido incremento, ci sarebbe proprio la mutazione B1617 del virus, la cosiddetta variante indiana, come sostiene Pandey.

"Non abbiamo una sistema per controllare che tipo di variante è, né alcun macchinario per il sequenziamento, ma quanto sta accadendo in India non può essere una coincidenza", ha sottolineato Pandey, raccontando anche di un ospedale, il suo, sovraffollato, con pazienti in attesa di ossigeno per ore fuori dai cancelli della struttura, oltre ad una carenza significativa di posti letto e ventilatori. Situazione confermata anche dal Ministero della Salute, che in una nota ha avvertito che "i casi stanno aumentando così velocemente nei distretti al confine con l'India che il sistema sanitario del Paese non può farcela. Chiediamo a tutti di essere ragionevoli". Intanto, prosegue anche in Nepal la campagna di vaccinazione, seppur a rilento: finora solo il 7% circa della popolazione ha ricevuto iniezioni di vaccino Covid-19. Inizialmente, il Nepal è stato un beneficiario della cosiddetta "diplomazia dei vaccini" di Delhi, con l'India che ha donato 100.000 dosi da gennaio. Tuttavia, dopo che il colosso asiatico ha interrotto tutte le esportazioni di vaccini nelle ultime settimane, il Nepal si è affidato alla Cina per le dosi, ma il piano ha subito un significativo rallentamento.